VIVA I SENATORI CIOFFI E CIAMPOLILLO!

Al Senato si è consumata l’ennesima disfida sulla fiducia. E mentre abbiamo tutti scoperto che esiste un collante ben più potente dell’Attack, ovvero ciò che tiene legato Conte alla poltrona, è anche vero che all’altare mediatico della patria sono ascesi due senatori che sicuramente potranno ben cambiare il destino della Nazione. Il primo trattasi di Ciampolillo, già candidato a Sindaco di Bari dove non ha praticamente preso neanche il proprio voto e che, a botta di ventitré siciliano (ma lui è pugliese), nella salita del carro del vincitore è diventato (a sua e nostra insaputa) senatore. E per evitare l’oblio, improvvisamente, il nostro, dal curriculum di tutto rispetto (ottimo per i pentastellati tra vaccini e Xylella) ha deciso di essere l’ultimo, il decisivo sì al Conte Contento. La ciliegina sulla torta, perfino da dover chiedere l’intervento del Var per capire se il ritardo, lapalissianamente voluto per un attimo di gloria, fosse “troppo” oppure potesse assurgere nella gloria di chi ha avuto l’ultima parola. Peccato, però, che Nencini gli stava alle spalle e lo ha fregato divenendo la penultima parola. Ma ormai Ciampolillo è entrato nel cuore di tutti noi. Entrerà anche nel vocabolario come sinonimo di ritardo. Quindi donne, quando avrete timore di essere incinta, per rendere più dolce la pillola al vostro ragazzo dite “ho un Ciampolillo”. Voi lavoratori che ogni volta alla riunione importante non avete azzeccato il tempo, da ora potete chieder venia dicendo “scusate per il Ciampolillo”. Si dice anche che la zona Cesarini avrà un seguito nella zona Ciampolillo. E vabbè… avete capito l’andazzo.
Ma quello che, fortunatamente, non è passato inosservato (sarebbe stato peccato mortale, anzi sacrilegio) è l’intervento del Senatore Cioffi il quale, in barba a chi dice che i grillini non sappiano fare neanche la O col bicchiere, si è cimentato in un ardito triplo salto mortale carpiato con una similitudine tra Conte e nientepopodimeno che il ciclo del glucosio con terminologia e savoir faire tipiche di una puntata di SuperQuark produzione kazaka. Tutti gli scienziati ora sono riuniti per verificare la dignità di conferimento del Nobel al nostro Cioffi, orgoglio italiano della scienza piegata a 90 al potere. Eppure, a questo punto, spetta anche a Noi nel cimentarci in un’ardita similitudine.
“C’era una volta, in un reame lontano, un caro ragazzo di nome Giuseppi. Questo ragazzo era rimasto orfanello di padre e di partito. Aveva solo un patrigno e due fratellastri: Matteo S. e Matteo R. che trattavano il nostro Giuseppi come uno schiavetto. Un giorno si sparse per il paese la voce che il principe Giallo (l’azzurro è di destra ed è probabilmente con risvolti fascisti) avrebbe dato una gran festa per tutti i ragazzi del reame. Matteo S. e Matteo R. si vestirono col vestito più bello. Anche Giuseppi aveva messo per l’occasione la sua migliore pochette. Ma i due fratellastri, vedendolo, gli strapparono i vestiti e lo rinchiusero in casa a fare le faccende. Senonché da lontano si sentì una vocina: era il fato Grillino, per gli amici Beppe. Il Giuseppi, in dialetto pugliese, gli espresse il suo desiderio, e il fato Grillino con la formula magica “sanremocadula magicabula belìni bobbidi bu” trasformò la zucca in un auto blu e una gallina in Casalino. Poi gli fece un abito nuovo con una pochette di cristallo. Infine, prima di mandarlo al ballo, gli ricordò che prima di mezzanotte scatta il coprifuoco e che senza autocertificazione tutta la magia finisce.
Il Giuseppi si presentò a corte. Il buon Re Sergio, vecchio ormai, voleva far trovar al principe giallo compagnia. Tutti si presentarono. Matteo S. e Matteo R. provarono a portargli in dote le loro grazie, il primo 49 milioni, il secondo un’amica comune che si chiamava Teresa. Ma, all’improvviso, calò il silenzio. Tutti si voltarono estasiati alla vista del Giuseppi. Il Principe Giallo era a bocca aperta, si avvicinò al nostro e gli offrì di fare il primo inciucio. Inciuciarono per tutto il tempo finchè, all’improvviso, non scoccò la mezzanotte. Il Giuseppi, memore del fato Grillino, scappò lasciando esterrefatto il Principe Giallo che lo rincorse. Nella foga, però, venne persa la pochette di cristallo. Il Giuseppi corse in casa appena in tempo perché la magia era finita, tutto era ritornato come era (anche Casalino, anche se qualche mala lingua potrebbe dire che non c’è differenza tra il prima e il dopo). Il Principe Giallo, raccolta la pochette, cominciò a far perlustrare in lungo e in largo il reame alla ricerca del suo proprietario. Quando, un giorno, arrivò nella casa del Giuseppi. Provò prima Matteo S., pareva fosse entrata, ma poi per i troppi mojito, la pancia la rigettò. Provò allora Matteo R., però dopo un po’ questi si astenne. Provò quindi Giuseppi che, appena infilata la pochette, riapparve nella sua eleganza. Il Principe Giallo non ebbe più dubbi, si inchinò e fece “vorrebbi inciuciare con me”? Da quel momento vissero per sempre inciuciati e contenti”.

Alain Calò


La Redazione
Autore -


'VIVA I SENATORI CIOFFI E CIAMPOLILLO!'

Nessun commento per questo articolo!

Inviaci un tuo commento

il tuo indirizzo email non viene pubblicato.

Copyright© 2017 | www.94014.it Tutti i diritti riservati | Policy Privacy | Credits: All inclusive | Testata giornalistica iscritta al Tribunale di Enna al n. 3 - 11.10.2019 | Direttore Responsabile: Massimiliano Ragusa | Editore: All inclusive P. Iva 01076510864