TROINA. Udienza preliminare “Discovery”, il Comune parte civile

Il Comune di Troina ha chiesto di costituirsi parte civile all’udienza preliminare “Discovery”, che si è celebrata ieri. In 22 rischiano il rinvio a giudizio.

Il Comune di Troina, che dopo l’astensione dei consiglieri comunali di opposizione aveva suscitato non poche polemiche, ha chiesto la costituzione di parte civile con l’avvocato Salvatore Timpanaro. Il Gup del tribunale di Caltanissetta dovrà decidere anche sulla richiesta di costituzione di parte civile avanzata da diverse associazioni antiracket fra cui il Fai (federazione antiracket italiana), il Forum delle associazioni antiusura l’associazionene Codici Onlus, Obiettivo legalità e diversi cittadini che la pubblica accusa ritiene parti offese.

Le richieste di rinvio a giudizio, avanzate dalla Dda di Caltanissetta, sono la diretta conseguenza dell’inchiesta della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile, sfociata nelle operazioni “Discovery” e “Discovery 2”. L’udienza preliminare, che si è aperta ieri, tornerà in aula il prossimo 13 aprile.

Davide Schinocca e al figlio Patrick, troinesi di 48 e 23 anni, ai trentenni Domenico Sotera e Luigi Compagnone, a Santo La Ferrera di 22 anni, Stefano Intili di 23, Bruno Lombardo di 43, Serafino Impellizzeri di 45 e Salvatore Barbera di 46, sarebbero componenti di un clan mafioso, operante a Troina ma strettamente legato con il clan Santapaola di Catania.

Gli altri indagati sono Giuseppe Zitelli, 37 anni troinese, Maurizio Amendolia, catanese di Camporotondo Etneo 46 anni, Mirko Moncalieri, 22 anni troinese, Giovanni Fraschilla, catanese 53 anni, Gaetano Sotera, troinese 27 anni, i ceramesi Sebastiano Grasso, 27 anni, Cristian Modica di 23, Diego Giuliano di 25, Sebastiano Mirko Costa Cardone di 23, Samuel Mancia di 22, Emilio Calanni di Maniace, 26 anni, Sebastiano Foti di Cesarò, 25 anni, e Giuseppe Sotera di Troina, 50 anni, sarebbero responsabili a vario titolo della rapina a mano armata a una gioielleria di Troina, verificatasi a maggio 2014, di diverse estorsioni, col metodo del cavallo di ritorno, verificatesi a Cerami, ma anche di detenzione e porto illegale di armi, furto e incendio doloso.



La Redazione
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