TROINA. OASI: la Westlands di Occhionero non vanta alcun credito

In merito alla vicenda dei fratelli Occhionero, arrestati per cyber spionaggio che dichiarano di vantare crediti e di aver subito una truffa da parte dell’IRCCS Oasi Maria SS di Troina, l’istituto chiarisce la propria posizione
Nel corso del 2008, le società del gruppo della Fondazione Oasi vennero in rapporti con l’ingegnere Giulio Occhionero della Westlands che offriva la disponibilità a fornire a mero titolo gratuito, l’intermediazione necessaria con gli istituti di credito nazionali ed internazionali per ottenere un prestito che ripristinasse l’equilibrio economico e finanziario della Fondazione. La Westlands, successivamente, al fine di condurre in porto l’operazione di finanziamento, chiese alla Fondazione di avere assegnati anche gli incarichi legati al contenzioso per l’anatocismo nei confronti di alcuni istituti di credito. Tali contenziosi erano stati già avviati ed incardinati precedentemente dalle società della Fondazione. Le società Oasi deliberarono in tal senso e tuttavia, la Westlands non esplicò i poteri conferiti, né subentrò nei giudizi: di fatto, Westlands non apportò alcuna utilità nella gestione del contenzioso fra le società del Gruppo Oasi e le banche. La Westlands, quindi, rimase sostanzialmente inadempiente agli incarichi professionali ricevuti, tanto che, a distanza di oltre due anni dall’instaurazione dei rapporti di consulenza, non aveva procurato, come promesso, alcun Istituto finanziario o bancario per realizzare l’operazione di finanziamento, né aveva instaurato o era subentrata in alcuna causa o in alcuna trattativa extragiudiziaria. In tale inconcludente situazione, le società Oasi decisero di risolvere i rapporti professionali con la Westlands, essendo irrimediabilmente venuto meno il rapporto fiduciario. Nel novembre del 2010, pertanto, le società revocarono le procure.

Da qui la presentazione da parte di Westlands di una denuncia penale, con l’ipotesi del reato di truffa ai loro danni, poi archiviata dal PM perché penalmente irrilevante. Seguì una successiva causa civile avviata sempre dalla Westlands, il cui primo grado di giudizio, però, ha visto rigettate tutte le richieste in quanto, come argomentato nella sentenza del Tribunale di Roma del dicembre 2014, <<non vi sono elementi per collegare in maniera etiologicamente rilevante l’esecuzione degli incarichi con la transazione delle controversie che di essi erano oggetto>>. Peraltro, la buona fede delle società Oasi è pienamente dimostrata dalla circostanza che furono puntualmente pagate alla Westlands le spese previste contrattualmente anche nel caso di revoca degli incarichi e che, altresì, dichiararono la propria disponibilità ad integrare quanto già pagato purché venissero dimostrate le attività realmente espletate dalla Westlands.


La Redazione
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