TROINA. Oasi: la protesta continua ma si spacca

A seguito delle ultime vicende e dichiarazioni da parte di alcune Organizzazioni Sindacali e nell’ambito dell’occupazione dell’aula consiliare iniziata martedì scorso e al momento sospesa, un gruppo di lavoratori dell’IRCCS Associazione Oasi Maria SS. di Troina, vuole manifestare liberamente alcuni concetti fondamentali:
constatiamo con rammarico certe strumentalizzazioni verbali ad opera di rappresentanti di Organizzazioni Sindacali aziendali che nel rivendicare specifiche istanze nei confronti dell’Oasi, lo fanno come se avessero ricevuto mandato unanime da parte di tutti i dipendenti e non solo dei propri iscritti. La disperazione a volte porta a fare facilmente cose irrazionali inseguendo anche i riflettori mediatici pur di ottenere un risultato. Questo non giustifica però coloro i quali manipolano la disperazione degli altri e perseguono scopi di altra natura. Chi urla o parla a sproposito può dar fastidio, ma di certo riceve ascolto. Chi sta in silenzio, anche se dalla parte giusta, non solo rischia di non essere ascoltato, ma soprattutto rischia di avvalorare il pensiero di chi urla.
Per questo abbiamo deciso di dire la nostra.
Tutti i lavoratori che prestiamo servizio all’IRCCS Oasi Maria SS. di Troina siamo preoccupati della grave emergenza e disperazione che stiamo attraversando senza distinzione di ruoli, incarichi particolari, o appartenenti ad altri gruppi dell’Istituto. E’ un diritto avere il proprio stipendio, esigere risposte concrete, seguite da atti reali.
Noi riteniamo però, che una cosa è la protesta, un’altra cosa è scoprire di essere oggetto di operazioni mediatiche finalizzate per chissà quali interessi e quindi essere strumentalizzati.
Non vogliamo accusare nessuno, alimentare polemiche ingiuste e inesistenti, non vogliamo dividere o generare divisioni o contrasti tra i dipendenti o demonizzare qualcuno, vogliamo rispetto per il disagio che stiamo vivendo. Non vogliamo essere protagonisti di alcun capitolo di storia, perché questa è la sventurata storia che stanno attraversando tante altre aziende e lavoratori di qualsiasi settore a livello nazionale.
Noi vogliamo solo ciò che ci spetta di diritto: il nostro stipendio. Abbiamo fiducia nelle istituzioni e nei loro interlocutori che a vario titolo e per le competenze che ricoprono (Prefetto, ASP, Riscossione Sicilia, Il Sindaco di Troina) sono continuamente interessati nella risoluzione della vicenda.  Individuare nelle attuali Direzioni il male assoluto dei problemi dell’istituto, senza pensare che quest’ultimi siano stati generati da errori legati al passato e che nessuno chiama in causa, in questo momento non rappresenta certamente la soluzione alle difficoltà in atto. Semmai, sarebbe opportuno, passata la fase di massima criticità a cui siamo esposti, condividere una “governance” comune, per definire positivamente la complessa vicenda, consentire il rilancio della struttura, dare un futuro alle nostre famiglie, perché l’Oasi è fonte di sviluppo e di benessere per il nostro territorio e punto di riferimento per molte persone che vivono la disabilità.

Un gruppo di dipendenti


La Redazione
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