TROINA. Gravi minacce al presidente del consorzio che gestisce il mattatoio

Troina. Una minaccia scritta con vernice rossa sulle pareti interne del mattatoio comunale, gestito dalla cooperativa “Amp Nebrodi” e rivolte al presidente Santo Pappalardo. Chi ha lasciato il pesante messaggio minatorio si è introdotto nella struttura tra domenica e lunedì.
“Solidarietà e sostegno alla cooperativa e al suo presidente. Non occorre mai abbassare la guardia”, ha dichiarato il sindaco Fabio Venezia. Il consorzio gestisce il servizio di macellazione.
“Esprimiamo ferma condanna per il grave episodio che ha coinvolto la nostra struttura comunale. Massima solidarietà e sostegno alla cooperativa AMP Nebrodi – prosegue Venezia in una nota – che gestisce il mattatoio e, in particolare al suo presidente, Santo Pappalardo, vittima di un’ignobile minaccia. Siamo certi che le forze dell’ordine, che stanno già indagando, faranno piana luce sull’accaduto”.

In una nota anche i Giovani Democratici della sezione di Troina esprimono solidarietà e vicinanza all’imprenditore Santo Pappalardo.

Quanto accaduto nella notte scorsa – dichiara il segretario Stefano Giambirtone – lascia intendere ancora una volta che il radicale cambiamento messo in atto, sotto diversi aspetti ed in diversi settori, continua a non soddisfare qualche soggetto che vigliaccamente prova a fermarlo, con atti intimidatori sempre più beceri e meschini. Esprimiamo, come abbiamo sempre fatto, la nostra assoluta e piena solidarietà e vicinanza al sig. Santo Pappalardo e al dott. Giuseppe Antoci, ribadendo, per l’ennesima volta e sempre con più forza, che i Giovani Democratici saranno sempre ed assolutamente in prima linea in favore della legalità e dell’onestà, contro chiunque voglia ostacolare in qualunque modo il sano rinnovamento che si sta attuando con coraggio e dedizione nella nostra terra.
Nella stessa giornata di ieri, il Pm Nino Di Matteo, ha rifiutato la proposta di lasciare Palermo per motivi di sicurezza perché, dice, non ha alcuna intenzione di arrendersi. Ecco, – conclude Giambirtone – c’è un unico filo conduttore: da uomini delle istituzioni, Di Matteo, Antoci, Venezia, fino ad arrivare a semplici onesti, liberi imprenditori e cittadini, nessuno arretrerà di un passo, anzi sempre di più, si lotterà insieme, fianco a fianco, fino a rendere finalmente la nostra bella Sicilia una terra migliore, libera e sciolta da ogni vincolo o potere mafioso”.


La Redazione
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