TROINA. Gaetano Catania, dell’antiracket, intervistato dai ragazzi del Majorana

Signor Catania, di cosa si occupa l’associazione anti-racket di Troina di cui lei é il presidente? Quando é nata e come si struttura al suo interno?

L’associazione anti-racket nasce più di tre anni fa, ancora prima che Fabio Venezia venisse eletto sindaco di Troina. Avevamo ravvisato la necessità di creare un’associazione volta a difendere prima di tutto le campagne, per proteggere un settore molto importante per l’economia locale, ma anche per difendere i nostri concittadini. Varie personalità dunque si sono interessate al problema e le forze dell’ordine hanno aumentato i controlli per offrire maggiore sicurezza e serenità ai nostri concittadini. L’associazione è servita anche a proteggere i commercianti troinesi, in quanto alcuni giovani malavitosi già da tempo avevano iniziato a chiedere il pizzo. Come nei bar di Napoli, dove viene imposto l’acquisto del caffè tramite una banale telefonata, anche a Troina si voleva capire se i commercianti erano disposti a cedere a queste prime intimidazioni. L’esperimento fatto su Troina si era servito delle uova. Alcuni di questi aspiranti estortori hanno provato ad imporre l’acquisto di queste ultime cercando di sostituire i ‘soliti fornitori’ con velate minacce. Numerosi concittadini allora decisero di rivolgersi all’associazione e insieme abbiamo fatto un percorso che ha portato all’arresto di questi criminali locali. Se l’associazione era nata per difendere le campagne, si è presto trovata a dover difendere anche i commercianti locali. Se il racket fosse riuscito a penetrare definitivamente, i criminali non avrebbero più lasciato il territorio, ma ciò non è avvenuto grazie al coraggio e all’impegno di tutti.
Per quanto concerne l’organizzazione interna, la nostra associazione ha un presidente, un segretario e diverse altre cariche, per me, tuttavia, sono solo delle convenzioni, davanti alla lotta contro il racket siamo tutti uguali, senza alcuna distinzione gerarchica.

Quale percezione hanno i cittadini del fenomeno estorsivo?

La percezione attuale scaturisce da diversi fatti di cronaca, anche recente, che purtroppo hanno incrementato un senso di paura e quasi di oppressione dei cittadini nei confronti di questo fenomeno. La mafia c’era, ma non si manifestava apertamente. Noi cittadini eravamo erroneamente convinti che Troina fosse un’isola felice;solo oggi, possiamo affermare che é veramente così. L’operazione Trinacria, gestita dalle forze di polizia della provincia, prevede che una volante sia sempre presente sul territorio 24 ore su 24.

Secondo Lei, si può cambiare la mentalità di una comunità sottoposta al fenomeno estorsivo e sotto il torchio di associazioni a stampo criminale?

Secondo assolutamente sì! Bisogna prima di tutto andare nelle scuole gridando che da soli non si riesce mai a vincere contro la criminalità. L’esempio che sono solito riportare é quello della partita di calcio: giocando 10 contro 2 si hanno notevoli possibilità di vincere, l’importante é non avere mai paura dell’avversario.

Quale é il nesso tra le strutture politiche e l’associazione antiracket? Può la politica, in generale, essere influenzata, nelle sue scelte e nelle sue azioni, da organizzazioni di stampo mafioso?

La politica può subire le influenze e inflintrazioni di associazioni criminali ma io credo che tutto e, quindi, anche la politica, ha aspetti positivi e negativi, persone oneste e disoneste.
Secondo me, é sbagliato dire che tutti i politici siano disonesti, perché molte figure operano ancora oggi per il bene comune e con spirito di sacrificio. La mafia tuttavia si sta trasformando: non é più rappresentata soltanto dall’uomo con la lupara, ormai più che altro uno stereotipo abusato; le associazioni criminali adesso hanno abilissimi avvocati a propria disposizione, e mirano ad arricchirsi. La politica deve riprendere il suo ruolo di rappresentanza degli interessi degli elettori, mirando al bene del Paese. Anche le associazioni anti-racket, che cooperano con le forze politiche delle varie località, devono tralasciare e mettere da parte gli stemmi dei partiti politici, mirando unicamente alla legalità. Tutti possono commettere errori, ma i cittadini sanno ben valutare se sono commessi in buona fede. Numerose persone, si ergono a paladini della legalità, tuttavia coltivano interessi personali e spesso anche illegali. I soci dell’anti-racket di Troina invece sono tutti volontari che non percepiscono alcuno stipendio.

Gli studenti dell’istituto Majorana di Troina


La Redazione
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