SPERLINGA. La “castellana” 2016 è Veronica Calandra di Capizzi

La corona della “castellana” arriva nel messinese e ad indossarla fino al prossimo anno sarà Veronica Calandra, bellissima dama di Capizzi, che è subentrata alla dama di Gangi che si era aggiudicata l’edizione dello scorso anno.

La dama di Capizzi, che indossava i panni di Elisabetta di Carinzia in un prezioso abito di proprietà della Fidapa capitina,  si è attestata prima su 13 dame, in arrivo da tutta la Sicilia, in rappresentanza di altrettante municipalità che con le loro delegazioni hanno immerso, martedì 16 agosto, il più piccolo comune ennese in un’atmosfera medievale facendo rivivere i fasti di un eroico passato legato all’antico maniero scavato nella roccia. Moltissimi i visitatori che nel corso di tutta la giornata hanno affollato strade e piazze del piccolo borgo per assistere alla sfilata in costume, alla rievocazione del Vespro, alla giostra equestre, all’animazione teatrale nel borgo rupestre e all’elezione della castellana e hanno partecipato, per la gioia del palato, alla XXV edizione della “Sagra del tortone”.

castellana_2016La giuria, composta dai sindaci delle 13 municipalità e da una giuria tecnica ha tributato la corona di vincitrice della XVII edizione della “Dama dei castelli di Sicilia” alla ventisettenne Veronica Calandra che grazie alla sua bellezza, eleganza, portamento e dolcezza si è imposta sulle altre concorrenti. Seconda la dama di Castelbuono e terza la dama di Randazzo.

L’elezione della castellana, festeggiata dai fuochi piromusicali, rimane il clou della giornata, che ha visto la somministrazione di migliaia di tortoni caldi, il dolce povero di pasta di pane ben lievitata e fritta e poi addolcita da granella di zucchero. La sagra del tortone venne istituita nel 1982, in occasione dell’ottavo centenario  dei “Vespri Siciliani”.

A latere della Castellana anche la drammatizzazione del vespro siciliano del 1282, nel quale al motto “Quod siculis placuit sola Sperlinga negavit” i castellani asserragliati dentro le mura resistettero all’assedio rimanendo l’unico caposaldo angioino fino all’espugnazione e l’antica cerimonia dell’investitura dei cavalieri. L’intera drammatizzazione, come il corteo, è stata curata dal vicesindaco Rosella Cuccì che l’ha curata nei minimi particolari, andando ben oltre il suo ruolo istituzionale.

Fondamentale, per la riuscita della manifestazione, è stato anche il contributo organizzativo dell’associazione Equites Maenarum di Mineo. Un grosso contributo all’evento è stato dato anche dalla Pro Loco di Nicosia, dalla filodrammatica Il Girasole di Nicosia che ha animato il borgo rupestre con scene di vita quotidiana, dagli sbandieratori Antica Ibla Major di Paternò.

E a fare da scenografia ad una piacevole serata ed alle esibizioni, compresa quella dei magnifici Batarnù che si muovono tra aria, equilibrio e fuoco, la roccia nuda che racchiude l’antico castello.


La Redazione
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