SANITA’. Per Lantieri ospedale di base è”drastico ridimensionamento”. Ecco cosa prevede la legge.

Per il Chiello di Piazza Armerina l’assessore regionale Luisa Lantieri, in un comunicato stampa, parla di “proposta di ridimensionamento”, e si scaglia contro l’Asp di Enna, mentre  per il Basilotta di Nicosia, anch’esso come il Chiello individuato come “ospedale di base”, l’amministrazione Bonelli parla di “certo mantenimento di tutti i reparti e servizi”.

A prescindere dall’incandescente polemica tra assessore Lantieri e sindacati, sintomo di elezioni regionali che si avvicinano, il dato certo oggi disponibile è quanto previsto dal Decreto Balduzzi, recepito in Sicilia nel 2015, per gli “ospedali di base”, quali sono, nelle nuova proposta di “Rete ospedaliera” regionale, il Chiello di Piazza Armerina ed il Basilotta di Nicosia.

Riteniamo, quindi, di riportare una nota esplicativa sul Decreto Balduzzi.

“Il Regolamento per gli Standard Ospedalieri, Decreto Ministeriale n° 70/2015, progettato nel 2012 dal ministero di Renato Balduzzi con il supporto tecnico di Agenas e del suo Direttore Fulvio Moirano, al suo interno individua gli “standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza ospedaliera”.

Il documento si propone molteplici finalità: aumentare la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure e l’uso appropriato delle risorse, concentrando le attività dell’ospedale nei confronti di patologie “ad insorgenza acuta e con rilevante compromissione funzionale, ovvero di gestione di attività programmabili che richiedono un contesto tecnologicamente ed organizzativamente articolato e complesso”.

Riprendendo quanto espresso nella Legge 135/2012 (“Spending Review”), il numero massimo di posti letto ospedalieri per acuti, considerando congiuntamente presidi pubblici e privati accreditati, viene individuato in 3 per mille abitanti (numero che viene aggiustato in base a fughe ed attrazioni extraregionali); il tasso di ospedalizzazione in 160 per mille abitanti; l’indice di occupazione posto letto tra 80% e 90%; la durata media di degenza inferiore ai 7 giorni.

Vengono definiti tre tipi di presidi:

  • Presidi ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000 – 150.000 abitanti), dotati di Pronto Soccorso e delle seguenti specialità: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h.24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva”.
  • Presidi ospedalieri di I livello (bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti), dotati delle seguenti specialità oltre a quelle presenti nei presidi di base: Ostetricia e Ginecologia (se prevista per numero di parti/anno), Pediatria, Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia.
  • Presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati di DEA di secondo livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse”.

Lo scopo della stampa e dell’informazione è e deve essere quella di raccontare quanto accade e cercare di spiegarlo ai lettori. Senza alcuna polemica sulle dichiarazioni di amministratori e politici, ci poniamo una domanda: se il Basilotta è ospedale di base, come farà a mantenere reparti che sono previsti solo per gli ospedali di Primi livello? Questo, indubbiamente è quanto vuole la popolazione e questo è quanto vogliono politici e amministratori locali, ma sarebbe opportuna maggiore concretezza e magari, piuttosto che fare riferimento a “rassicurazioni verbali” di politici regionale certo di spessore, ma non sempre memori delle promesse fatte, dichiarare che l’ospedale di base non risponde alle esigenze del territorio e che l’impegno e la battaglia sono incentrati sull’ottenimento dell’ospedale di Primo livello”, quale è il Basilotta secondo il Piano sanitario del 2009 dell’assessore regionale Massimo Russo, mai attuato.

Di certo sul Chiello di Piazza Armerina, c’è il botta e risposta tra Luisa Lantieri e i sindacati. Per chi fosse interessato, riportiamo le due note stampa.

Questa la nota stampa della Lantieri:  “In relazione alle notizia diffusa oggi relativa ad un drastico ridimensionamento dell’ospedale Chiello preciso che ad oggi non vie è alcuna riduzione dei servizi. Da alcuni giorni ero a conoscenza del tentativo del direttore medico Consolo, non nuovo a queste proposte penalizzanti, e della direzione dell’ASP di procedere in tal senso ma bisogna sottolineare che si tratta solo di una proposta che deve essere vagliata e approvata  oggi pomeriggio dai sindacati. Preciso inoltre che da Palermo non è arrivato alcun ordine di ridimensionamento.

Se il direttore Cunsolo il direttore sanitario Cassarà e la direttrice generale  Fidelio intendono avviare un’azione di smantellamento troveranno una forte resistenza sia nell’opinione pubblica piazzese che da parte mia. 
Inoltre la tempistica con la quale la direzione sanitaria ha predisposto la proposta è sospetta visto che giunge a pochi giorni dall’approvazione del nuovo piano sanitario che produrrà una rivalutazione dei servizi offerti dall’ospedale di Piazza Armerina e consentirà una gestione autonoma rispetto all’ospedale di Enna. Sto seguendo l’evolversi della situazione e se dovessero verificarsi eventi preoccupanti per il nostro ospedale sarò io stessa ad avvisare l’opinione pubblica e a mettere in campo tutte le risorse necessarie per bloccare ogni tentativo di depauperare l’ospedale Chiello”.

Questa la replica, tramite comunicato stampa dei sindacati CISL Medici, ANAAO, AAROI, UIL Medici , FIALS Medici, CGIL FP, UIL, Nursind, Fials, Ugl: “Con riferimento al comunicato stampa, le scriventi Organizzazioni Sindacali fanno presente che nessuna proposta di ridimensionamento dell’Ospedale Chiello di Piazza Armerina, né di altre strutture ospedaliere della Provincia di Enna è stata presentata dalla Direzione dell’ASP 4 di Enna.
La Direzione, infatti ha solo, opportunamente, proposto una rimodulazione inerente l’utilizzo del personale, peraltro assolutamente temporanea,  in ragione delle percentuali di utilizzo ed occupazione dei posti letto dei singoli reparti e presidi.
E’ noto a tutti, infatti, che il presidio Chiello di Piazza Armerina abbia oggi un indice di occupazione dei posti letto inferiore agli standard minimi previsti per i reparti chirurgici ed un’attività in emergenza assolutamente risibile.
La proposta dell’Amministrazione è stata infatti supportata dalla puntuale analisi di ricoveri e prestazioni ordinarie ed in emergenza.
Da ciò nasce la condivisione della proposta dell’Amministrazione, dalla consapevolezza, cioè, che l’offerta sanitaria nel nostro territorio non può diventare una questione di campanile, ma deve obbedire a criteri di efficienza ed ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse umane in applicazione delle leggi vigenti. Ciò al fine di assicurare la migliore offerta sanitaria possibile a tutti i cittadini della provincia di Enna”.

 


La Redazione
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