PIETRAPERZIA. Operazione antimafia “Primavera”: 10 arresti

Alle prime luci dell’alba, nel territorio del Comune di Pietraperzia, i carabinieri del Comando provinciale di Enna a conclusione di una mirata e prolungata attività investigativa, hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti appartenenti alla famiglia mafiosa di Pietraperzia.

L’attività investigativa, condotta dalla Compagnia di Piazza Armerina da aprile 2011 a dicembre 2013, anche attraverso mirate attività tecniche di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha ricostruito le dinamiche mafiose nel Comune di Pietraperzia ed ha azzerato la capacità operativa della famiglia mafiosa facente capo ai fratelli Giovanni e Vincenzo Monachino, il primo dei quali al momento sottoposto al regime della libertà vigilata e ambedue in passato già condannati per associazione a delinquere di tipo mafioso.

Gli arrestati sono: Liborio e Salvatore Bonfirraro, Salvatore Calvino, Vincenzo Capizzi, Claudio Di Blasi, Giuseppe Marotta, Vincenzo Monachino, Calogero Siciliano, Giuseppe Piccicuto e Filippo Viola che debbono rispondere, a vario titolo di “associazione di tipo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni”, “associazione finalizzata al traffico di stupefacenti”, “detenzione illegale di armi e munizioni”.

“L’operazione – spiegano dalla Compagnia carabinieri di Enna – rappresenta un ennesimo duro colpo a Cosa Nostra nella Provincia di Enna e in particolare nel territorio di Pietraperzia, in parte già ridimensionata a seguito di vari arresti avvenuti tra il 2000 ed il 2010, tra i quali i locali vertici storici, rendendo necessario un riassetto dell’organigramma criminale di quella famiglia, con una precisa ridistribuzione delle attività criminali in capo a tre sodali molto vicini ai vertici, quali Marotta Giuseppe, Piccicuto Giuseppe e Capizzi Vincenzo, che figurano tra gli arrestati dell’odierna operazione di polizia giudiziaria”.

 

L’attività investigativa ha documentato una continua programmazione di attività criminali (rapine, estorsioni, traffici di droga, attentati e danneggiamenti), la disponibilità di armi, al punto che in più occasioni venivano organizzate vere e proprie esercitazioni di tiro presso improvvisati poligoni nelle campagne di Pietraperzia, il controllo delle attività delittuose poste in essere dalla criminalità “comune”, la disponibilità ad intervenire per dirimere qualsiasi controversia tra privati cittadini utilizzando la forza persuasiva che promana dall’appartenenza a Cosa Nostra, l’azione di controllo del territorio, consentendo ai vari sodali di essere informati in tempo reale delle iniziative assunte dalle Forze dell’ordine nel paese, l’attività di assistenza in favore dei sodali detenuti e dei loro familiari, il continuo interesse sullo svolgimento di varie attività economiche operanti sul territorio, al fine di avvicinare gli imprenditori per imporre loro il pizzo o l’assunzione di un appartenente al clan o di persone vicine all’organizzazione mafiosa.

“Più in particolare – continuano dalla Compagnia di Enna – è stata accertata una richiesta estorsiva per svariate magliaia di euro ai danni di un’impresa edile aggiudicataria di un appalto pubblico del valore di 6 milioni di euro, per la manutenzione dell’autostrada A/19. Inoltre, è stata riscontrata l’imposizione dell’assunzione di alcuni soggetti appartenenti o vicini alla famiglia mafiosa di Pietraperzia, ai danni di una ditta aggiudicataria di vari appalti pubblici per il rifacimento della rete idrica di alcuni Comuni della Provincia di Enna. Ancora, è stata documentata la disponibilità da parte dell’organizzazione criminale di svariate armi con relative munizioni. Nel corso delle indagini, infatti, sono stati rinvenuti e sequestrati ingenti quantitativi di cartucce di vario calibro, un’apparecchiatura per la costruzione di cartucce per pistola calibro 7.65 e varie parti di armi che, una volta assemblate, venivano utilizzate come armi da fuoco. Degna di rilievo è la spregiudicatezza con la quale i sodali parlavano tra loro di armi, arrivando perfino ad esercitarsi in improvvisati poligoni di tiro nella campagne e con le quali spesso andavano in giro per le strade del paese al fine di garantire la propria sicurezza personale”.

L’operazione “Primavera” per la sua esecuzione ha impegnato oltre 80 militari del Comando Provinciale di Enna, assieme ad unità cinofile per la ricerca di stupefacenti e armi e con il supporto aereo di un elicottero del Nucleo elicotteri di Catania.


La Redazione
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