PERSEVERANCE E MARTE

Tutta la comunità sta esultando per l’ammartaggio della sonda Perseverance. Peraltro qualche giorno prima avevamo registrato la prima sonda sul Pianeta Rosso di matrice Araba. Tutti si staranno chiedendo come mai Marte sembri quasi suscitare un interesse “intermittente”, nel senso che vi sono anni in cui praticamente non si parla di questo nostro pianeta vicino, altri in cui vi è quasi un affollamento. Ciò è dovuto al periodo sinodico, ovvero il periodo che ci permette di individuare il momento migliore (e soprattutto accessibile a costi minori) per poter effettuare la missione. Tale periodo per Marte è di circa due anni e qualche mese (i pianeti a noi più vicini hanno un periodo sinodico più lungo mente i più lontani ne hanno uno più corto). A questo periodo è associato anche un “sottoperiodo”, ovvero una finestra di lancio, un lasso temporale di qualche giorno che apriamo riducendo il carico utile da mandare in orbita. Ecco quindi spiegato il perché di queste “fasi alterne”, che ora possiamo ben quantificare in circa due anni, sugli spari per Marte e quindi, dopo i circa 6 mesi di viaggio, il loro arrivo. Marte è nell’immaginario collettivo il pianeta su cui tutti puntano per trovare la vita, non per forza presente, ma anche di un lontano passato. Diverse sono state le sonde deputate a questo scopo tra cui anche la stessa Perseverance. Ma la vita su Marte noi l’abbiamo “trovata” sin dai tempi lontani quando Schiapparelli pensò di vedere dei veri e propri canali di acqua e di come sovente immaginiamo, nel campo fantascientifico, da Marte una minaccia aliena al nostro Pianeta (qualche giorno fa, non per ultimo, hanno dato in televisione il film “Mars Attacks!”). Marte resta comunque la più bella frontiera da raggiungere con l’Uomo. E dopo l’allunaggio degli anni ’60, diversi sono gli studi per portare l’Uomo nel Pianeta Rosso. Ciò comporterebbe una vera e propria rivoluzione, ben paragonabile alla scoperta dell’America. Un momento storico che sancirebbe l’era Cosmica umana, divenendo pionieri anche a livello del Sistema Solare. Un periodo storico assolutamente da vivere e assaporare, fortunati di esserne protagonisti e spettatori perché, con le moderne tecnologie in nostro possesso, ben molto più tempo passerà prima ancora di poter effettuare un passo ancora più grande quale l’esplorazione di ciò che sta aldilà del nostro Sistema Solare, un puntino minuscolo, per giunta periferico, in una Galassia, la Via Lattea, a sua volta in periferia dall’intero Universo (quanto siam stati stupidi a pensare fino a qualche secolo fa di essere al centro di tutto!).

Alain Calò


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