NICOSIA. Il sito per inerti finisce dinanzi al Tar

La contestata realizzazione di un sito di stoccaggio per inerti in contrada San Giacomo finisce davanti al Tribunale amministrativo regionale. Il Comune che aveva ritirato, a marzo scorso, la disponibilità dell’area di San Giacomo per sostituirla con un’altra nella ex discarica San Giovanni – Canalotto, è stato citato dalla Ecologica Nicosia Srl perché ha chiuso “in maniera unilaterale” la conferenza dei servizi.

“Ci siamo rivolti al Tar – spiegano dalla società – perché il Comune ha chiuso in maniera unilaterale la conferenza dei servizi che era stata sospesa e quando abbiamo sollecitato la riapertura è arrivata l’archiviazione da parte del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale”.

Il Comune, che sarà rappresentato dall’avvocato Carmelo Panatteri, non teme il giudizio amministrativo. “La conferenza dei servizi – spiega il vicesindaco Annamaria Gemmellaro – è stata chiusa perché l’autorizzazione del nuovo sito non è di nostra competenza. Al Comune compete – sottolinea – il rilascio della conformità urbanistica ma della pratica adesso che si parla di un’altra area deve occuparsi il Libero consorzio di Enna che deve autorizzare l’attività. La ditta non è a noi che deve rivolgersi, ma al Libero consorzio”.

A febbraio 2008 il consiglio comunale individuò l’area di stoccaggio temporaneo fino a 20 metri cubi di materiale inerti da costruzioni e demolizioni, da realizzare nella cava dimessa di contrada San Giacomo, di proprietà della Ecologica e individuata nel Prg proprio per questo utilizzo. Il progetto si era arenato dopo le opposizioni dei residenti e l’apertura di un’inchiesta della locale Procura ad ottobre 2010. Nel 2013 l’amministrazione comunale dell’epoca ridiscusse la convenzione tra la società Ecologica Srl e il Comune, ma ci fu una nuova levata di scudi.

Quando venne individuata l’area per il sito di inerti, si parla di 30 anni fa, la zona era completamente diversa. Infatti l’area attorno al sito individuato dai progettisti del Prg, si è completamente trasformata con un aumento della densità abitativa e degli insediamenti produttivi e commerciali. A fare emergere il problema dell’inquinamento da polveri erano nate forti perplessità e una vera e propria serrata da parte dei residenti. Poi a marzo scorso la notizia che il sito di stoccaggio per inerti sarebbe sorto da un’altra parte. Una decisione politica assunta dall’amministrazione Bonelli che dopo diversi incontri fra la ditta e i residenti aveva concordato che la società avrebbe ceduto l’area al Comune, che in cambio ne avrebbe assegnata un’altra, ad impatto zero.
“Questa proposta – continuano dalla Ecologica che è rappresentata dall’avvocato Gaetano Spoto Puleo – non è mai stata formalizzata. Se ne è solo parlato, ma andava discussa nella conferenza dei servizi che il Comune ha voluto chiudere. Chiediamo che venga riaperta e rimaniamo aperti al dialogo”. Stessa apertura da parte del Comune. “Da parte nostra – conferma il vicesindaco Gemmellaro – rimane la disponibilità a trovare un soluzione e ad esprimere i pareri che come Comune ci competono”.


La Redazione
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