NICOSIA. Processo per violenza sessuale, domani la sentenza

È pesantissima la richiesta di condanna per il consigliere Francesco la Giglia, sotto processo, in abbreviato, con l’accusa di violenza sessuale.

All’udienza, fiume, di ieri la Procura di Enna ha chiesto che La Giglia venga condannato a 4 anni e 6 mesi, una pena alta ma notevolmente ridotta per la scelta del rito, infatti la richiesta iniziale era di 6 anni e 9 mesi. La difesa di La Giglia, rappresentato dagli avvocati Giuseppe Mormino e Filippo Giacobbe, ha chiesto l’assoluzione. Il processo è stato rinviato a domani per le repliche e la lettura della sentenza.

Ad aprile, all’udienza preliminare, era stata ammessa la costituzione di parte civile della vittima, che è costituita con l’avvocato Salvatore Timpanaro, ma anche del marito e del Centro antiviolenza “Sandra Crescimanno” di Enna – Piazza Armerina.

Sulla base dell’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura di Enna, sulle indagini condotte dai carabinieri di Nicosia, i fatti per cui è arrivati al processo si sarebbero verificati il 5 aprile 2015, all’alba del giorno di Pasqua. Quella sera la signora Teresa Teramo, così ha raccontato ai carabinieri, era al pub col marito e degli amici. Quasi all’alba La Giglia l’avrebbe avvicinata e salutata e quindi l’avrebbe invitata ad uscire fuori dal locale, dove la musica era alta, per parlare di una riunione, un incontro politico del terzo polo nicosiano per preparasi alle imminenti amministrative che si tennero a maggio e giugno 2015, a cui ambedue avevano partecipato qualche giorno prima. Una volta fuori dal locale, Francesco La Giglia l’avrebbe convinta ad andare in una vicina piazzetta perché davanti al locale c’era gente e voleva parlarle in maniera riservata. Una volta arrivati in piazza Caprini, le avrebbe usato violenza fra le auto in sosta nonostante lei si opponesse, sarebbe riuscita a divincolarsi e scappare, ma La Giglia l’avrebbe raggiunta e trascinata fra le auto.

La Giglia, che non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, attraverso il suo legale si è sempre dichiarato estraneo alle contestazioni. Ieri in aula ha rilasciato spontanee dichiarazioni sostenendo che sarebbe tutta una montatura, un complotto politico messo in atto per non farlo eleggere.


La Redazione
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