NICOSIA. La cuspide della torre campanaria sarà rivestita in rame

Una proposta alternativa che non prevede ulteriori discussioni è quella prospettata, per sostituire l’attuale copertura della cuspide ella cattedrale in corso di montaggio con le scandule in plastica, dal Soprintendente di Enna Salvatore Gueli. La cuspide, si speravi tempi brevi, verrà rivestita di lamine di rame già trattato. Ma il montaggio di queste lamine, ancora da ordinare, avverrà in loco ossia sulla torre. Intanto quindi verranno smontate le scandule dai colori sgargianti e la cuspide verrà collocata sulla torre. Quando arriveranno le lamine di rame saranno montate sulla cuspide che intanto sarà già tornata al suo posto.

Una soluzione questa che mette d’accordo tutti, non perché abbia creato particolari entusiasmi, ma perché si libererà al più presto piazza Garibaldi su cui, dal 12 maggio scorso, sorge il cantiere.  A chiedere che la piazza venga liberata al più presto sono stati tutti i rappresentanti delle associazioni intervenute nella seduta consiliare di lunedì 25 luglio che aveva come ospiti il Soprintendente Salvatore Gueli, il direttore dei lavori Liborio Calascibetta, l’ingegnere Giuseppe Gaeta, il geologo Gian Vito Graziano, e il progettista, architetto Gaetano Renda.

Sintetizzare gli interventi di questa lunghissima seduta consiliare è davvero arduo. La seduta infatti si è protratta a lungo, fin quasi a mezzanotte. L’argomento, viste le recenti polemiche, era di grande interesse e proprio per questo l’aula consiliare si è gremita di gente, come si vede raramente.

Dell’excursus storico sui vari interventi sulla torre a partire dal 1967 quando, per 195 milioni di lire, si intervenne con le conoscenze dell’epoca che sebbene portarono ad un restauro fatto bene, fecero ammalare la torre di ettringite, un problema che rimane e con il quale bisognerà fare i conti anche nel futuro, l’architetto Calascibetta.

L’ingegnere Giuseppe Gaeta, titolare dei calcoli progettuali e di tutte le prove connesse, ha affermato, fra lo stupore di tutti, che non sarebbe stato un fulmine a danneggiare la cuspide, nel 1962, ma molto probabilmente le vibrazioni di un tuono, ecco perché nel progetto attuale non è stato previsto un parafulmine. Il professionista ha sottolineato, più volte, come a causa dell’ettringite, era stata fatta la scelta di utilizzare per la copertura della cuspide un materiale quanto più leggero possibile. La cuspide rivestita in plastica avrebbe alleggerito il monumento di quasi 40 tonnellate, sebbene l’impatto visivo non è risultato gradito ai nicosiani.

Il geologo Graziano ha parlato della tipologia dei terreni su cui sorge la torre, e il progettista Renda è entrato nel merito ripercorrendo l’intero iter di restauro. A questo punto il soprintendete Gueli ha espresso chiaramente la sua preferenza per la copertura in rame già trattato.

Per le associazioni sono intervenuti il presidente di Mdt Fabio Bruno che ha chiesto il ripristino immediato dello stato dei luoghi con rimozione della cuspide e del cantiere temporaneo in piazza Garibaldi, la rimozione immediata del ponteggio, un nuovo progetto per la cuspide che ripristinasse la copertura originale in cotto maiolicato. Dello stesso avviso l’architetto Maurizio Campo, intervenuto per l’Ecomuseo Petra D’Asgotto, che prospettava l’uso delle antiche ed originarie mattonelle integrate con altre uguali o con materiali idonei.

Per l’immediato completamento dei lavori si sono espressi il vice presidente della Pro Loco cittadina Michele Casalotto e il presidente di Confcommercio Antonio Insinga, pronto ad accettare qualsiasi soluzione, anche quella con la plastica, per riportare al più presto la cuspide sulla torre campanaria, ribadendo una sua contestata frase secondo cui “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. E sui gusti non si discute ma, è giusto ribadirlo, la copertura in plastica ai nicosiani non piace.

Soddisfatti, per la nuova soluzione in rame, il sindaco Luigi Bonelli, la vicesindaco Anna Maria Gemmellaro e l’assessore Ivan Bonomo, che hanno ribadito la loro disponibilità ad una interlocuzione con la città, su questo e su tutti gli altri temi che riguardano Nicosia.

E fin qui sebbene, nel corso dei lavori, diversi rumors si erano sollevati dall’aula si è toccato l’apice della polemica. I consiglieri di opposizione Giacobbe, La Giglia, Lo Votrico, Mancuso Fuoco, Trovato e Spedale avevano chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico con la presenza di un esperto di loro fiducia, Leandro Ianni presidente regionale di Italia Nostra, ma anche l’immediata apertura del cantiere alla cittadinanza, lo sgombero del cantiere per liberare la piazza ed un sopralluogo ai lavori della torre. La discussione a quel punto è trascesa nei personalismi fino a quando si è arrivati al voto d’aula che ha bocciato la proposta. I consiglieri Giacobbe, La Giglia, Lo Votrico, Li Volsi, Trovato e Spedale hanno votato favorevolmente, astenuti Catalano e Composto. Contrari Consentino, Bonelli, Balsamello, Di Costa, G. Castrogiovanni, Vega, Scinardi e C. Castrogiovanni. E la polemica non si è smorzata nemmeno dopo il voto.


La Redazione
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