NICOSIA. La Confcommercio locale chiede il rispetto delle regole sugli sconti

Sovente abbiamo dato notizia di eventi che sono stati patrocinati e organizzati dalla Confcommercio di Nicosia. Eventi, anzi successi, che hanno arricchito, e non di poco, la Nostra Comunità, tanto da affermare, senza nessun intento di fare una “sviolinata” o altro, ma cercando di mantenere una certa obiettività, “Meno male che la Confcommercio c’è”. Un’affermazione, quasi uno slogan, che anche per quest’anno possiamo ribadire. Ma, in tutte le nostre considerazioni, abbiamo sempre dimenticato il motivo primo per cui esiste la Confcommercio, essendo un organismo italiano di rappresentanza delle imprese impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi (settore terziario) che associa oltre 700.000 imprese. È quindi un qualcosa di più e di più importante, operando a 360° per il bene del tessuto economico territoriale. Ed è quindi giusto dare notizie di questo Ente anche nel suo aspetto, definiamolo così, più “burocratico”.
A tal fine, e quindi la notizia, è utile riportare quanto dichiaratoci dal Presidente della Confcommercio Nicosia Antonio Insinga.
“Il 14 gennaio 2020, su richiesta di diversi commercianti nicosiani, abbiamo fatto un incontro presso la Nostra sede dove veniva rilevato che da diversi anni non vengono rispettate le date delle vendite di fine stagione o saldi. Rimaniamo del parere che le regole sul commercio vanno rispettate da “tutti”, per poter usufruire “tutti” dei vantaggi economici. Manderemo all’ufficio competente del Comune e alle forze dell’Ordine Comunicazione di vigilare con molta attenzione”.
A tal fine ricordiamo che in Sicilia le vendite promozionali per il biennio 2020-2021 possono essere effettuate dal giorno 16 marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre.
Le vendite di fine stagione o saldi per il periodo invernale del biennio 2020-2021 possono essere effettuate dal 2 gennaio al 15 marzo mentre per il periodo estivo dall’1 luglio al 15 settembre.
Iniziativa e attenzione, questa della Confcommercio, nei confronti di tutti, ma soprattutto dei più piccoli, nella difesa della bottega di quartiere che non solo, in questo modo ultra tecnologico, deve affrontare la concorrenza (non sempre corretta) degli squali giganti dell’eCommerce (giova ricordare anche molte campagne intraprese dalla Confcommercio per ricordare l’indubbia maggiore qualità nel comprare locale) ma anche questo “non rispetto” di regole che di certo nuoce ai commercianti, e se stanno male i commercianti locali sta male l’intera comunità.

Alain Calò


La Redazione
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