NICOSIA. Il punto sulla situazione sanitaria nicosiana da parte del candidato a sindaco Melo Lizzo

Ci giungono in questi giorni interessanti spunti di riflessione da parte del Candidato a Sindaco Melo Lizzo. Spunti di riflessione per quanto concerne la sanità locale. È inutile sottolineare l’importanza cruciale e strategica del comparto sanitario e di come, soprattutto in questo periodo, sia stato fondamentale la presenza di un Ospedale nel territorio. Un Ospedale che è stato al contempo anche oggetto di diverse attenzioni sul tema del reparto di Chirurgia. Dopo varie preoccupazioni sulla chiusura di tale reparto, tutto è cessato da qualche giorno grazie al fatto che tale reparto è stato (come ci aspettavamo tutti anche grazie alle varie rassicurazioni) riaperto. Queste riflessioni gettano una luce, seppur ovviamente in un’ottica di dialettica politica, sulle varie posizioni e anche sui vari punti di vista che nei prossimi giorni si andranno sempre più delineando tra i vari candidati alla poltrona di Primo Cittadino, mettendoci sin da subito a disposizione, per chiunque lo vorrà, di raccogliere queste riflessioni e quindi pubblicarle a beneficio di chi, indeciso o deciso su chi votare, vuole approfondire la questione grazie ad una summa di tutti i vari interventi

“Sono molto soddisfatto per la riapertura del reparto di chirurgia, dichiara il candidato Lizzo, e adesso ci si auspica che oltre la riapertura venga anche potenziato sia con l’incremento del personale idoneo che con i servizi che il reparto di chirurgia può dare.
È un reparto che tradizionalmente è stato un fiore all’occhiello della sanità Nicosiana.
Bisogna precisare che il reparto di chirurgia non è stato chiuso per le problematiche inferte dal Covid ma è da almeno cinque anni che ufficialmente la chirurgia è chiusa e con l’arrivo del nuovo primario ci si auspica che i servizi vengano incrementati per tornare ai fasti di un tempo e per quello che il nostro ospedale merita.
Oltre al reparto di chirurgia ci sono tanti altri servizi che devono essere riaperti come quello di endoscopia che permetterebbe lo screening oncologico per la prevenzione dei tumori sia al colon che agli apparati interni e che ha sempre garantito standard molto alti, servizio fermo da tantissimo tempo e moltissime persone aspettano le indagini diagnostiche di questo tipo di esame. Servizio che dovrebbe essere anch’esso potenziato garantendo il personale qualificato al reparto. Abbiamo visto come i problemi oncologici si siano sviluppati molto frequentemente nel nostro territorio e quindi il nostro ospedale non può prescindere da questi servizi.
Esprimo inoltre la soddisfazione per l’individuazione da parte della rete ospedaliera dei servizi che devono essere mantenuti nel nostro ospedale. Finalmente si è messo mano per quello che dovrebbe essere l’ospedale dei Nebrodi e delle Madonie, ovvero con il potenziamento della rete dell’emergenza urgenza che in un territorio ortograficamente difficile come il nostro devono essere garantiti.
L’esperienza Covid ci ha insegnato che non si può risparmiare sulla sanità. Si può risparmiare su tanti altri settori, sui costi della politica, su costi di altro genere ma mai sulla sanità che serve a garantire la salute della popolazione. Non sono favorevole nemmeno alla soppressione degli altri ospedali, certo non tutti possiamo avere strutture sotto casa, ma ritengo che si devono migliorare i servizi già esistenti rendendoli idonei, efficienti ed efficaci. La tutela della salute non può essere gestita in base ai budget assegnati dalla regione o dal governo nazionale. I servizi sanitari vanno garantiti a qualunque costo.
L’aspetto più importante su cui focalizzare le risorse è la giusta dotazione organica dei professionisti che devono garantire questi servizi. Non è possibile che Emodinamica, Utic e Cardiologia vengano strutturate con, anche se bravissimi, il mantenimento di 3/4 medici. Un professionista non può essere sottoposto a turni massacranti come si è verificato in questo periodo di emergenza sanitaria. Turni di reperibilità incredibili fino a 13/14 giorni al mese dopo i loro normali orari di lavoro a Nicosia e oltre anche ai turni presso il reparto Covid di Enna. La loro umanità e professionalità ha garantito sicurezza e qualità ma tutto questo è veramente improponibile. Va avviata una dialettica seria e mi sono reso conto che questa Direzione Aziendale Sanitaria è una Direzione che ascolta e che vuole investire sul territorio e a me in quanto cittadino, utente, paziente e attore politico fa piacere avere l’ospedale che funziona e dei medici professionisti idonei e una Direzione Aziendale Sanitaria che ascolta le problematiche del territorio.
Ringrazio infinitamente l’Associazione Tuter e i Suoi componenti che sono riusciti a fare ciò che non si era riuscito a realizzare: dal reparto di terapia intensiva alla macchina dei tamponi. Si spera che tutto venga utilizzato al meglio anche per sopperire a questo problema di grande difficoltà in quanto giacciono 21 persone al pronto soccorso in attesa di tampone per essere successivamente ricoverati nei reparti

Alain Calò


La Redazione
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