NICOSIA. Futuro possibile, al Comune, solo per 5 precari

Il problema del futuro lavorativo dei 50 precari comunali rimane di stringente attualità.  Il Comune ha i fondi per stabilizzarne solo 5 e le notizie che arrivano dalla Regione non sono confortanti. Due giorni fa i precari comunali hanno proclamato lo stato di agitazione.

“Stiamo sostenendo la loro battaglia – spiega il sindaco Luigi Bonelli – sia da un punto di vista politico e amministrativo che da un punto di vista umano. Il problema si è creato – continua – per la difficoltà in cui versano le casse regionali. Abbiamo affrontato il problema chiedendo una audizione urgente all’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Luisa Lantieri”. L’incontro a cui ha partecipato, per l’amministrazione, l’assessore Ivan Bonomo, però non è stato risolutivo.

Come già si sapeva La Regione, che non paga solo i precari nicosiani ma migliaia di persone che lavorano negli Enti siciliani, dice di non avere le risorse economiche per sostenere i costi di questi lavoratori e che chiederà aiuto al Governo centrale. Insomma si chiede aiuto a Roma, ma non ci sono certezze di alcun tipo.

I 50 dipendenti, contrattisti, a tempo determinato in servizio da almeno un ventennio al Comune di Nicosia lavorano con varie mansione e nella stragrande maggioranza dei casi reggono gli uffici dove, ormai da anni, il personale che va in pensione non viene reintegrato. A partire dal 2001, e fino al 2007, sono stati contrattualizzati, con un contratto di 24 ore settimanali, che dopo tre anni, a norma di legge, prevedeva la stabilizzazione. Ma la stabilizzazione non è mai arrivata. In questo anni a pagarli è sempre stata la Regione.

Al Comune sono entrati dal 1994, a supporto dell’attività amministrativa come soci di cooperative di servizi costituite a partire dal 1989. Poi nel 1996 la trasformazione in Lavoratori socialmente utili, e da allora sono sempre andati, senza mai riuscirci, alla ricerca della stabilizzazione. I precari chiedono, e per questo hanno proclamato lo stato di agitazione, che la Regione si faccia carico del loro problema con una norma ad hoc che garantisca il loro futuro. Dal canto suo Il Comune potrà stabilizzarne solo 5, ma il problema rimane per gli altri 45.

“Nel Piano delle assunzioni – conferma il sindaco Bonelli – abbiamo previsto la stabilizzazione per 5 unità, ma oltre non posiamo andare perché servirebbero fondi di cui al momento non disponiamo”.


La Redazione
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