NICOSIA. FELICE RUBINO, IL NICOSIANO MORTO IN UN CAMPO NAZISTA

NICOSIA. Per la “Giornata della memoria” abbiamo deciso di ricordare quello che sarebbe l’unico nicosiano morto in un campo di concentramento.

Felice Rubino, un soldato che dopo essere stato preso prigioniero venne rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, dove morì il 31 marzo del 1944. Si tratterebbe dell’unico nicosiano morto in un campo di sterminio nazista.  Nel 2013 era stato Santino Barbera, appassionato di storia nicosiana a scoprire tra i  documenti pubblicati da Ancestry.it  e gli elenchi dei soldati, veterani e prigionieri il nome di Rubino deportato e trasportato in Germania “mediante treno” al campo di concentramento a Dachau dove arrivò il 22 settembre 1943, quando viene registrato in regime di “custodia protettiva”.

Barbera grazie alle ricerche sui registri anagrafici  aveva accertato che Rubino, figlio di “n.n.” era nato il 26 dicembre 1903, si era sposato nel 1925 e nel 1938 ebbe una figlia di nome Angela. Dopo l’8 settembre 1943 a seguito dell’Armistizio firmato dall’Italia con le forze alleate, Rubino potrebbe essere stato catturato, ma comunque venne  consegnato alle truppe tedesche. Potrebbe essere stato uno dei 1790 militari italiani,  arrestati e rinchiusi nel penitenziario di Peschiera del Garda, in attesa di essere deportati in Germania, con l’accusa di essere disertori o renitenti alla leva, perché in gran parte rifiutarono l’adesione all’esercito della repubblica di Salò.

Sulla divisa da deportato a Rubino venne assegnato il triangolo rosso che era il segno dei deportati da Peschiera. A Rubino, il cui nome non figura sul monumento ai caduti, lo scorso anno è stata dedicata  una lapide.

La Giornata internazionale della memoria dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto si tiene il 27 gennaio sulla scorta della Risoluzione 60/7 che il Primo novembre del 2005 è stata emanata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite. Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, abbandonato dalla Ss perchè ormai l’offensiva dell’esercito russo si stava dirigendo verso la Germania. I soldati entrando nel campo scoprirono l’orrore delle deportazioni e dello sterminio.

 


La Redazione
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