NICOSIA. Croce d’argento al valor militare per Giuseppe La Porta

Saranno gli eredi di Giuseppe La Porta, un eroe nicosiano della seconda guerra mondiale, a ricevere le onorificenze e i riconoscimenti tributati dal ministero della Difesa. Domani alle 10 e 30, in Municipio, una cerimonia per conoscere questo eroe di casa nostra riscoperto dal professore Francesco Cuva.
Giuseppe La Porta, nato in città nel 1917 e morto nel 1983, che si distinse, il 24 agosto 1942, nella battaglia di Isbuscenskij era già stato insignito della croce d’argento al valor militare, come testimoniano diverse fotografie che lo ritraggono, compresa quella che grazie alla concessione della famiglia pubblichiamo a corredo di questo articolo, ma gli eredi non hanno più trovato il riconoscimento che ebbe in vita.

Il professore Cuva, mistrettese mallevato a Nicosia dove per anni ha insegnato lettere alla media Dante Alighieri, si è imbattuto in La Porta nel corso delle sue ricerche storiche per il saggio “Odissea nella steppa” che uscirà fra un mese.

“Nel corso delle ricerche – conferma il professore Cuva, che ha seguito presso il ministero della Difesa per fare arrivare le onorificenze che verranno consegnate domani – ho trovato fra i documenti della battaglia di Isbuscenskij il nome di La Porta che colpì il centro comando russo tagliando i fili che garantivano le comunicazioni radio”.

Il valore di Giuseppe La Porta, questo giovane nicosiano che partì per la seconda guerra mondiale e fu inserito nel corpo scelto del 3° reggimento Savoia cavalleria, e quando ritornò a Nicosia riprese e fare il contadino, emerge per valore e anche per una grande umanità.

Non era, però, l’unico nicosiano in forza nel prestigioso Corpo a cavallo le cui origini risalgono alla fine del Seicento. Assieme a lui c’erano anche i nicosiani Michele Basone, oggi seppellito vicino a La Porta nel cimitero cittadino, e Francesco Schillaci che non fece più ritorno e il suo nome è nella lista dei dispersi.

“Giuseppe La Porta era un giovane coraggioso ma anche di grande umanità – continua Cuva anticipando gentilmente parte dei contenuti di cui parlerà domani – come quando cercò di salvare il suo compagno Michele Basone che colpito al ventre gli morì fra le braccia. O quando assieme ad altri militari italiani difese la popolazione femminile ucraina dai tedeschi che volevano deportare le donne in Germania per farle lavorare”.

Insomma un personaggio di forte personalità Giuseppe La Porta oltre che di grande valore ed eroismo, del quale, domani, grazie alla preziosa ricerca del professore Cuva, attento storico, si saprà di più.


La Redazione
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