NICOSIA. Cosa lascia il 2016 e come rendere migliore il 2017? Auguri!

NICOSIA. Il 2016 se ne va, lasciando una città un po’ più povera e un po’ più spopolata. Nessun intento di fare “bilanci”, ma solo alcune considerazioni che, in realtà pongono solo domande.

La prima è la più ovvia: Si vive meglio a Nicosia?

Ci sono state 150 le richieste di assegnazione di uno degli 85 “pacchi dono” del valore di 33 euro. Aumenta, quindi, in città, la fascia che vive sulla soglia di povertà, a causa di una crisi economica ed occupazionale che sta determinando un progressivo spopolamento, in una cittadina dove i giovani sono costretti ad emigrare e che per la prima volta, dal 1861 ad oggi, è scesa al di sotto dei 14 mila abitanti. Una crisi che sembra irreversibile, aggravata da quella del settore agricolo e zootecnico, per il quale non si riescono ad utilizzare le numerose misure delle diverse programmazioni comunitarie, così come accade per la valorizzazione a fini turistici, che è ferma al palo, ancorata a manifestazioni che rimangono circoscritte alla città e che hanno costi che alla fine, non determinano un “ritorno” direttamente proporzionale.

Secondo i dati del censimento del 1931 Nicosia aveva 20.531 abitanti, che sono poi progressivamente diminuiti durante la seconda guerra mondiale, senza però scendere mai, almeno fino al 2015  al di sotto dei 14 mila abitanti. I pacchi alimentari distribuiti dal Comune che contengono generi di prima necessità, oltre ad un panettone e ad una bottiglia di spumante, erano in tutto 85 e da ieri quanti sono entrati in graduatoria possono ritirare il buono da presentare presso un supermercato cittadino che consegna il pacco. In tutto l’amministrazione comunale a questo piccolo sostegno ha destinato, con una variazione di bilancio, 3 mila euro, ma quasi la metà delle persone che ne avevano fatto richiesta, avendo  un reddito Isee non superiore a 7 mila euro, non ha potuto usufruirne. Con la stessa variazione di bilancio sono stati reperiti 28 mila euro per le manifestazioni organizzate per le festività di Natale e Fine anno, che hanno avuto il momento “clou” nel “Mercatini di Natale”, ben riusciti, senza alcun dubbio, ma che non hanno innescato, come anche le diverse sagre e manifestazioni che hanno caratterizzato il 2016, quel fattore di attivazione economica che deve essere alla base delle iniziative che utilizzano denaro pubblico.

A Enna, l’amministrazione comunale ha distribuito 400 buoni spesa da 70 euro ad altrettante persone bisognose. Mi colpisce come, su talune cose, le coincidenze siano quasi beffarde. Già perché il Fato vuole che 400 x 70 faccia giusto 28.000 euro che, a Enna, sono stati destinati a cibo per chi ha difficoltà a sopravvivere.

Nessuna polemica, ma solo, ancora, considerazioni e domande.

Non sarebbe più opportuno “pensare” a due iniziative promozionali, sulle quali concentrasi, promuovendone anche “fuori dalla mura” di una cittadina sempre più isolata, piuttosto che distribuire contributi a pioggia e spendere soldi per pieghevoli sulla città da distribuire agli stessi nicosiani?

Anche sulla viabilità, alla quale è stata passata “una mano di stucco” c’è da riflettere, perché sommando tutti gli interventi tappabuchi, dei quali riparleremo alla fine dell’inverno, per vedere cosa è rimasto, si sarebbero potute sistemare in maniera più definitiva un paio di arterie, ma ben fatte, di quelle cose destinate a durare, come i cappotti ed i vestiti dei nostri nonni, che spendevano una volta ma che avevano indumenti che duravano una vita. I nonni compravo un cappotto solo, ma di quelli buoni e non un cappotto ogni inverno che costava poco, ma a fine stagione era liso e da buttare.

Sulla gestione dei beni pubblici una sola riflessione. Vale la pena svendere l’argenteria di famiglia? E con quale finalità di interesse collettivo? Solo questo perché, come mi risulta, su alcune specifiche vicende saranno magistratura ordinaria e contabile a pronunciarsi.

Nulla dico sulle tasse, perché il nicosiano è “persona che alla sacchetta ci sa guardare” e saprà fare il raffronto sull’equipollenza o meno fra tributi versati e servizi ricevuti.

Un’ultima considerazione. Forse abbandonare l’insulto, lo sbeffeggio la tracotante sufficienza, urlare per sopraffare chi afferma cose che non piacciono, sarebbe una strategia migliore. Cercare nemici ovunque, addirittura millantare che tutti sono nemici dei salvatori è un errore strategico molto grave. La città langue. Troppa gente soffre. Forse ascoltare, cercare alleati, essere o anche solo fingersi umili ascoltatori di proposte, piuttosto che fulgenti detentori di soluzioni che, purtroppo tali non sono, servirebbe a fermarsi e a pensare, insieme alle possibili soluzioni.

Buon 2017, Nicosia.


La Redazione
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