NICOSIA. Confcommercio distribuisce le mascherine a più di duecento associati

Quando ero piccolo mi hanno insegnato che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Un detto che conosciamo più o meno tutti ma che forse è in questi giorni che sta ottenendo la sua più alta valorizzazione e il suo più alto compimento. Perché questo virus, dirompente, ha diviso in tre categorie tutti quelli che, a detta loro, “hanno fatto”: alcuni sono totalmente scomparsi molto ligi alla quarantena. Alcuni stanno lì a parlare e fanno solo quello. Alcuni agiscono. Penso sia ovvio quale delle tre categorie sia la più utile e la più lodevole. Perché anche il piccolo gesto, effettuato in questo momento di grandi limitazioni, diventa grande. Le distanze si accorciano e sempre più ci accorgiamo come sia importante la solidarietà, quella vera e non a parole, che si esplica anche nella semplice e sincera empatia. Da questo angolo vi abbiamo parlato delle iniziative poste in essere dalla Confcommercio di Nicosia in favore dei più deboli. E ancora oggi vi parliamo di questa associazione che non si è piegata al Coronavirus e che continua imperterrita a lottare in favore del tessuto economico nicosiano. L’ultima iniziativa è la consegna, a circa 200 associati, nelle giornate del 27 e 28 Aprile di mascherine messe a disposizione dalla protezione civile che sono arrivate presso la sezione di Nicosia grazie a Confcommercio Imprese per l’Italia Enna (il Presidente della Sezione di Nicosia Antonio Insinga ha per l’occasione fatto un ringraziamento particolare al Direttore Provinciale Gianluca Speranza per l’ottimo lavoro svolto nei confronti di tutti gli associati in questo periodo molto particolare) in vista della graduale ripartenza della fase 2 (è stato chiesto un ulteriore rinforzo di mascherine e ci sono, fortunatamente, buone probabilità che esse arrivino). Una fase 2 non esente da polemiche e problemi che ancora una volta sembrano essere demandati ai semplici cittadini che avranno l’arduo compito, guidati dal buonsenso, di colmare le lacune (meglio chiamarle “voragini”) fatte dal Governo. Il buon senso ci deve guidare per evitare una guerra tra poveri e anche e soprattutto per avere il piacere di non dover dire grazie a qualche presunto “salvatore della patria” se non a noi stessi come comunità Nicosiana (i nostri rappresentanti sembrano essere nella prima categoria che abbiamo introdotto all’inizio, salvo poi ricordare che esiste una Nicosia e un popolo nicosiano quando bisogna chiedere voti). La Confcommercio di Nicosia invita quindi al buon senso nei rapporti tra padrone dei locali e chi usufruisce di quei locali affinchè venga rivisto il canone d’affitto. E qui, veramente, solo il buon senso e la nostra voglia di sentirci comunità potrà guidarci, perché è vero che ci sono persone il cui unico reddito proviene da quell’affitto. Siamo tutti nella stessa barca e un piccolo sacrificio proveniente da ognuno di noi può fare molto. Inoltre, sempre la Confcommercio di Nicosia ha iniziato una forte interlocuzione con l’amministrazione Comunale per progettare il rilancio economico del paese quando tutto quest’incubo sarà finito. Noi comprendiamo le enormi limitazioni e difficoltà che possono avere una piccola comunità e quindi grande è il nostro augurio di poter riuscire (ancora una volta) a risorgere da questa emergenza. Come i giunchi in questo momenti ci siamo calati perché sta “passa la china”. A “china passata” tocca a noi risollevarci più forti di prima.

Alain Calò


La Redazione
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