NICOSIA. COMUNE DIFFIDATO, MA IN SICILIA I BILANCI NON VENGONO APPROVATI

Lavori in corso al Comune di Nicosia per l’approvazione del Bilancio di previsione 2016. Si attende l’approvazione di questo fondamentale strumento di programmazione amministrativa, su cui, si sta lavorando per la stesura della bozza, come annunciato dal sindaco Bonelli nell’ultimo consiglio comunale. Il Comune di Nicosia, non avendo adempiuto alle scadenze, insieme ad un gran numero di comuni in Sicilia, viene diffidato dalla regione e l’assessorato agli enti locali che dà cinque giorni di tempo affinché assolva all’approvazione della delibera dello strumento finanziario.

Come sancito dal decreto del 28 ottobre 2015 del Ministero dell’interno, all’articolo 2, il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2016 delle Città metropolitane, dei comuni, delle provincie e dei liberi consorzi comunali della regione Sicilia è differito dal 31 dicembre 2015 al 31 marzo 2016. Un ulteriore proroga era stata concessa dal ministero dell’interno, per l’approvazione, al 30 aprile 2016.

Il rischio, senza un ulteriore proroga è quello che i comuni inadempienti vengano commissariati, come è avvenuto l’anno scorso a Nicosia.

Tutto questo avviene in uno scenario in cui i comuni siciliani sono sempre senza soldi e, ribadiamolo, senza Bilanci 2016. Si riducono così le possibilità di proseguire ad amministrare con l’esercizio provvisorio. L’esercizio provvisorio – o gestione dell’amministrazione con il Bilancio in dodicesimi – è scaduto l’1 Maggio scorso e non può essere rinnovato senza una proroga del Ministero degli Interni. Tutto ciò, per una Regione autonoma come la Sicilia, senza dubbio, non è il massimo.

Questo significa che i comuni non possono spendere nemmeno in dodicesimi, a meno che il ministero non intervenga con una proroga. In pratica, se non fosse ancora chiaro, la spesa della stragrande maggioranza dei comuni dell’isola è bloccata. In assenza di bilancio un ente pubblico può operare con  esercizio provvisorio: cioè con il bilancio in dodicesimi calcolato sull’anno precedente. L’esercizio provvisorio tra l’atro, e il comune di Nicosia già in passato ha utilizzato più volte questo strumento, può durare al massimo quattro mesi, salvo che non intervenga una proroga dal Governo nazionale.

Un comune senza bilancio, o senza esercizio provvisorio, può fare poco o nulla. Si possono effettuare solo quei pagamenti che, se non onorati, potrebbero arrecare un danno patrimoniale allo stesso comune. Tutto il resto è bloccato. C’è anche da considerare un ulteriore aspetto: la maggior parte dei comuni siciliani ancora devono ricevere buona parte dei trasferimenti regionali del 2015, chissà, questo punto, quando riceveranno quelli del 2016.

Lo scenario appena decritto mette in evidenza un quadro desolante, se si considera, anche che la regione non ridurrà la spesa in favore dei comuni. L’assessorato alle Autonomie locali conferma che i comuni siciliani, nel redigere i bilanci non debbano tenere conto dello stanziamento previsto dalla regione di 340 milioni di euro ma solo di 105 milioni di euro.

L’iter di approvazione del bilancio preventivo prevede la redazione di proposte tecnico-amministrative da parte della Tesoreria comunale. Queste fanno da punto di partenza per la redazione della proposta di bilancio di previsione da parte della Giunta, all’interno della quale ciascun assessore è responsabile per le risorse appartenenti alla propria area di competenza. La proposta di bilancio di previsione così redatta viene dapprima presentata ai consiglieri comunali e in seguito collegialmente discussa in Consiglio per la deliberazione definitiva. Per quanto riguarda il Comune di Nicosia, questo, è stato diffidato con un nota del 9 maggio 2016 dall’assessorato agli enti locali che ha dato cinque giorni di tempo affinché vengano trasferiti gli atti necessari per l’approvazione. Il rischio concreto che il nostro Comune venga commissariato resta alto, si attende comunque la bozza di bilancio che una volta presentata all’ufficio di presidenza dovrà essere, come spiegato, deliberata dal consiglio comunale.


La Redazione
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