NICOSIA. Al Liceo Fratelli Testa (si dice) si balla di sera.

Sono orgoglioso di aver frequentato il Liceo “Fratelli Testa”. Lo sono perché, da come mi è stato riferito, nella vecchia scuola da me frequentata ci si diverte molto. E a differenza di quell’altra scuola superiore presente a Nicosia, ovvero l’Istituto Tecnico, che ultimamente ha fatto (e continua a fare) meritevoli iniziative che permettono anche di rilanciare il tessuto economico nicosiano (ricordiamo la recente manifestazione sull’artigianato locale), il mio Liceo avrebbe risposto con una festa serale per professori per il giovedì grasso. Perché mens sana in corpore sano e quelle aule sorde e grigie delle aule professori finalmente si sarebbero ravvivate con musica (chissà, in caso, se è stata pagata la SIAE o l’hanno fatta passare come attività didattica). Ma qualche guastafeste, con qualche ammiccamento e volendo disdegnare questa meritoria manifestazione che eleva ancora una volta il Liceo a faro culturale della nostra Nicosia, vorrebbe far credere che festeggiare, con tanto di trenino, di sera in un luogo aperto al pubblico e tempio del sapere (e anche dove la luce è pagata da tutti noi contribuenti… ) non è certo qualcosa di corretto, volendo segnalare il tutto al provveditorato. Ma noi possiamo metterci una mano sul fuoco: se hanno festeggiato, hanno festeggiato solo come i professori di un liceo che si rispetti possono e debbono fare. La musica suonata non sarà stata vile e plebea musica-rumori, ma il suono soave della lira che declama versi in esametro dattilico. E nella hit parade sarebbero sicuramente svettati anche trimetri giambici e le appassionanti odi saffiche. Altro che “A, E, I, O, U, Y”… quella sera le lettere saranno state in greco antico! E il trenino altro non sarebbe stato che la prova della prossima tragedia greca, rigorosamente portata sulla scena nel territorio comunale di Nicosia di Sabato pomeriggio (perché dire di no al Liceo Fratelli Testa è peccato mortale per non dire sacrilegio), mentre lo stesso Liceo Fratelli Testa nega di poter effettuare manifestazioni culturali di sabato pomeriggio nei propri locali… meglio il giovedì grasso. Qualcuno ora dirà “rumoresque senum severiorum omnes unius aestimemus assis” (dove i senum severiorum saremmo noi…), ma come nessuno andrebbe mai a trasformare una Chiesa in una balera, o andrebbe in un matrimonio vestito con la tuta da ginnastica, il tempio del sapere (peraltro, ribadiamo, ricchezza di tutti) meriterebbe ben altro (soprattutto da una Scuola che è stata protagonista, qualche anno fa, di un risultato non certo brillante in alcune classifiche…).
Noi, garantisti, ci auguriamo che le voci che ci sono pervenute non siano vere (anzi siamo sicuri che non sono vere proprio perché, ribadiamo, il Liceo non fa attività di Sabato pomeriggio per non costringere personale a fare turni stancanti, quindi figuriamoci la sera del Giovedì Grasso…), ma quandanche lo fossero, siamo certi che, come dinnanzi ad uno scandalo che coinvolge un Comune il Sindaco con tutta la Giunta rassegna le dimissioni, anche qui ci sarebbe il finale degno del buon nome di questo mio e nostro amato Liceo.

Alain Calò


La Redazione
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