Natale: in origine una festa pagana?

Domani, 25 dicembre, è il giorno più celebrato al mondo: il Natale, la festa che commemora la nascita di Gesù Cristo. In realtà, però, sulla reale data di nascita di Gesù vi sono molti dubbi in quanto essa non è menzionata nei Vangeli e nei vari secoli vi furono numerosi studiosi che supponevano che Gesù fosse addirittura nato in primavera, tra il 20 aprile ed il 20 maggio, come riportò nel II secolo Clemente d’Alessandria, citando i calcoli degli storici a lui contemporanei. La datazione del 25 dicembre fu proposta solo nel III secolo da Ippolito di Roma e, successivamente, fissata da papa Giulio I nel 366 d.C. La festa del Natale sarebbe nata per soppiantare l’allora esistente festa pagana “Natalis solis invicti”, che nell’Antica Roma il 25 dicembre celebrava Mitra, il dio del sole invincibile. Pertanto, tale data sarebbe stata scelta convenzionalmente dalla Chiesa di Roma per erigere Gesù a simbolo di luce del mondo in contrapposizione all’oscurità dei riti pagani che celebravano la natura.

Nell’immaginario collettivo odierno, però, a parte la nascita di Gesù, il simbolo più celebre del Natale è la figura di Babbo Natale. Egli deriva dalla figura di “Sinterklaas” (da cui Santa Claus), il santo protettore dei bambini festeggiato dagli olandesi. Tale tradizione giunse in America nel diciassettesimo secolo mediante i coloni olandesi e aggiunse le caratteristiche odierne solo recentemente: il primo a rappresentare Babbo Natale anziano, con barba e pelliccia, fu l’illustratore Thomas Nat, mentre l’immagine del Babbo Natale vestito di rosso si deve al disegnatore americano Haddon Sundblom, che lo raffigurò così per le pubblicità della Coca-Cola soltanto a partire dal 1931.
Babbo Natale è la versione moderna di San Nicola, vescovo della città di Myra (nell’odierna Turchia), nonché patrono di Nicosia dal 1748. Prima di diventare Santo, Nicola si batté a lungo per difendere i valori cristiani, fino ad essere imprigionato. Il 6 dicembre del 343 d.C. morì a Myra e le sue reliquie furono trasportate dalla Turchia a Bari, dove viene festeggiato l’8 maggio. San Nicola veniva, però, di solito raffigurato vestito di verde e non di rosso. La sua immagine si associa ai doni portati ai bambini poiché nel X secolo esortò i preti della sua diocesi a diffondere il cristianesimo anche nei luoghi in cui i bambini non avevano la possibilità di recarsi in chiesa. I preti allora, portando con loro un sacco pieno di regali, si recarono anche nelle terre più fredde e isolate, grazie ad alcune slitte trainate da cani. La slitta trainata dalle renne fu inserita negli Stati Uniti da alcuni scrittori di libri per bambini solo a partire dall’Ottocento.
L’usanza di scambiarsi doni, infine, avrebbe un’origine ben più antica: nell’antica Roma durante la festività dei Saturnali (i giorni di festa dedicati al dio dell’agricoltura, Saturno, per propiziarsi l’abbondanza dei raccolti), i Romani permettevano agli schiavi di partecipare ai banchetti e tutti si scambiavano regali come segno di benevolenza. Si narra che tale usanza sia stata avviata dal re dei Sabini Tito Tazio che chiese in dono ai suoi sudditi un ramoscello colto nel bosco sacro della dea Strenia (da cui la parola “strenna” per designare i regali) e che, in seguito a tale richiesta del sovrano, anche i cittadini abbiano iniziato a scambiarsi doni.
Augurandovi un felice Natale, vi diamo appuntamento al prossimo articolo. Grazie per l’attenzione.

Marzia Marassà


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