L’odissea di Cristian è finita: il ventenne è rientrato a casa dopo un vero e proprio “viaggio della speranza”

Cristian Giamblanco ce l’ha fatta! Dopo giorni tra impedimenti burocratici e continui rinvii il giovane troinese è tornato a casa, in quarantena come da protocollo, ma sicuramente con uno stato d’animo più tranquillo. Una vicenda incredibile quella del ventenne di ritorno dalla Gran Bretagna, ai limiti dell’assurdo, che per fortuna ha avuto il lieto fine auspicato da familiari e compaesani.
La soddisfazione è tanta e lo si percepisce dalla sua voce, quando ci ha raccontato la parte finale del suo viaggio: «Finalmente sono a casa. Non ho mai desiderato così tanto di essere a casa! Si era parlato, dopo la mia denuncia sulla situazione, della possibilità di usufruire di un catamarano da Malta in direzione Sicilia per favorire il rimpatrio mio e di tutti coloro che erano nella mia situazione. Questa opzione non si è poi verificata nell’immediato perché c’è stata un vero e proprio scaricabarile tra la Regione e il Ministero dei trasporti, su chi avrebbe dovuto concedere l’autorizzazione. A quel punto ho attuato un vero e proprio “piano B” e sono rientrato in Italia, a Roma, grazie a un aereo di linea. E dopo poche ore ho avuto la fortuna di beccare un altro volo diretto a Palermo. La mia odissea è finita lì, anche se la cosa più difficile è stata non poter abbracciare mio padre, che mi aspettava in aeroporto, dopo tutto quello che era successo. Ma ormai è tutto passato e dopo la quarantena ci rifaremo».
Cristian è rientrato a Troina già da qualche giorno, e come ci aveva già anticipato si trova in quarantena presso la sua abitazione: «Le regole sono regole e intendo rispettarle. Al mio ritorno anche mio padre ha deciso di mettersi in auto quarantena, perché non vogliamo rischiare. Io sto bene e non ho manifestato alcun sintomo fortunatamente. Ogni giorno informo la Regione su quelle che sono le mie condizioni, tramite un’apposita piattaforma che ci è stata messa a disposizione (a coloro che rientrano dall’estero o da altre regioni. n.d.r). La mia famiglia mi ha riservato una parte della casa e ho il mio spazio per vivere, attenendomi scrupolosamente a quanto dice il protocollo. Finiti i quindici giorni di isolamento effettuerò la prova del tampone per sciogliere ogni dubbio».
Infine Giamblanco ringrazia chi gli è stato vicino nei momenti più duri del suo viaggio: «Ringrazio sia il sindaco Fabio Venezia che l’onorevole Elena Pagana per come si sono prodigati nella vicenda. Senza il loro lavoro di intermediari probabilmente sarebbe stato più complicato arrivare in tempi rapidi al lieto fine. Grazie anche a coloro che hanno avuto un pensiero per me e per la mia famiglia. Non sono stati giorni facili ma per fortuna è andato tutto bene».

Fabrizio Tomasi


La Redazione
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