L’incredibile odissea di Cristian Giamblanco, il giovane troinese bloccato da giorni a Malta

Anche Troina da qualche giorno ha scoperto sulla propria pelle cosa sia il coronavirus, e sia le autorità locali che i cittadini tutti, si stanno adoperando per limitare il contagio. In una situazione già di per sé difficile è balzata alle cronache l’incredibile storia di Cristian Giamblanco, ventenne troinese che ormai da una settimana si trova a Malta, in attesa di poter far rientro a casa. L’assurda storia di Cristian sarebbe perfetta per la trama di un film, se non fosse, purtroppo, la triste realtà dei fatti. Il giovane, fino a qualche giorno fa, lavorava a Bristol, in Gran Bretagna, e viste le deboli misure contro il Covid-19 intraprese dal governo britannico aveva deciso di far ritorno in Sicilia per mettersi in auto quarantena.
Il ragazzo sta bene e ha deciso di raccontarci la sua odissea: «Purtroppo in Inghilterra non si è percepito fin da subito il pericolo di questo virus, per cui ho fatto delle valutazioni con la mia famiglia, optando per il rientro in Italia. Mio padre aveva già preparato la nostra casa in campagna per i 15 giorni di quarantena, comunicando il tutto alle autorità locali. Il problema era capire come arrivare in Sicilia, visto che l’Italia già da qualche giorno aveva chiuso il traffico aereo con la Gran Bretagna. Bisognava trovare una soluzione che prevedesse il minor numero di spostamenti e allora abbiamo pensato a Malta. Mi sono informato e sono venuto a conoscenza del fatto che da lì partivano dei catamarani per la Sicilia: avrei usufruito di quelli e appena rientrato avrei rispettato le misure per la quarantena in modo da salvaguardare la salute mia e dei miei concittadini. Così il 18 marzo sono partito da Londra in direzione Malta, ma al mio arrivo ho trovato una brutta sorpresa: l’ultimo catamarano era partito da qualche ora e quelli successivi erano stati soppressi. Per due notti ho dormito in aeroporto, e di giorno mi spostavo al porto, nella speranza che si muovesse qualcosa. Purtroppo non è stato così e fortunatamente, tramite qualche contatto dei miei genitori, nei giorni seguenti sono riuscito a trovare un piccolo appartamento, risolvendo per lo meno il problema della notte. Purtroppo non sono il solo ad essere in questa situazione e dall’ambasciata fino ad ora non sono arrivate risposte definitive su quando potremo rientrare. Posso dire di essere fortunato perché lavorando ho la possibilità di affrontare le spese dell’appartamento, ma non tutti hanno le mie stesse facoltà. Dopo che sono partito, anche in Inghilterra hanno preso misure più restrittive e molti colleghi italiani sono, ahimè, nella mia situazione. Per quanto mi riguarda sono cosciente dell’emergenza che stiamo vivendo e ribadisco che non appena rientrerò mi metterò in quarantena. Ho saputo che in tanti hanno espresso solidarietà alla mia famiglia, e che qualcosa si sta muovendo anche nelle istituzioni. Speriamo che tutto finisca bene e nel più breve tempo possibile».
La vicenda di Cristian è stata resa pubblica da un post su Facebook del papà, Pippo Giamblanco, che abbiamo contattato telefonicamente: «Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato di avere a cuore la situazione di mio figlio. Dopo il mio appello le istituzioni si sono messe subito all’opera per risolvere la questione. Ringrazio innanzitutto il sindaco Venezia che si sta spendendo in prima persona per trovare una soluzione a questo incredibile episodio. Un grazie va anche all’onorevole Pagana e alla stampa che nelle loro possibilità si stanno muovendo per far tornare mio figlio a casa. So che le autorità maltesi e l’ambasciata italiana sono venuti a conoscenza del problema e si stanno prodigando per risolverlo. Nei prossimi giorni la vicenda potrebbe finalmente sbloccarsi e speriamo che le condizioni climatiche reggano, per evitare ulteriori rinvii nella partenza del catamarano».
La vicenda sembra, dunque, volgere alla conclusione e l’incredibile viaggio di Cristian potrebbe a breve far registrare l’ultima tappa, in direzione Sicilia: una buona notizia in un periodo non facile per Troina e per i troinesi.

Fabrizio Tomasi


La Redazione
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