IL PRIMO VOLO DI INGENUITY

“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.” Questo è l’epitaffio del celebre filosofo Kant, sicuramente uno dei padri della moderna filosofia. Ed è tremendamente vero: chi, infatti, non sente emozioni ad alzare lo sguardo verso il cielo e provare ammirazione dinnanzi all’infinito cielo, lo sterminato Universo di cui noi siamo una minuscola particella. Siamo ancora all’alba dell’esplorazione spaziale, abbiamo appena messo il naso fuori dalla porta. E in questi giorni abbiamo segnato un importante risultato, ovvero l’aver fatto volare un velivolo motorizzato su un pianeta diverso dalla Terra. Stiamo parlando di Ingenuity, arrivato su Marte le settimane scorse assieme al lander Perseverance che ha effettuato il primo volo su Marte con grande soddisfazione di tutto il mondo scientifico e ammirazione da parte di tutti noi. Pur essendo il primo veicolo motorizzato a volare su un pianeta diverso dalla Terra, non è però il primo veicolo in assoluto a volare su un altro pianeta, in quanto tale primato appartiene ai sovietici che negli anni ’80, nell’ambito delle missioni Vega, hanno fatto volare due palloni sonda sul pianeta Venere. E presto Ingenuity non sarà più solo, in quanto, nell’ottica del programma New Frontiers lanciato dalla Nasa (di cui un esempio è la sonda New Horizons che ci ha regalato, tra le altre cose, la prima “vera” immagine di Plutone), una nuova missione prevedrà un volo, però questa volta non su un Pianeta ma su un Satellite. Stiamo parlando di Dragonfly che, nell’ottica di una missione di astrobiologia su Titano, la Luna più grande di Saturno, sorvolerà questo interessante Satellite di cui qualche anno fa abbiamo avuto immagini del suolo grazie alla Missione Cassini, nello specifico alla sonda Huygens. Siamo solo all’inizio, anzi siamo alla Preistoria di un’era spaziale. Stiamo muovendo questi primi, timidi passi, all’interno del nostro “cortile di casa”. Sono importanti obiettivi e risultati, ma la vastità dell’Universo è immensa. Noi non siamo al centro di nulla, apparteniamo ad un Sistema che si trova in periferia di una Galassia che a sua volta si trova in una periferia di un ammasso di Galassie. La vastità che ci aspetta è immensa e può fare paura. Ma, come nella preistoria i primi uomini lentamente dagli alberi e dalle caverne hanno mosso i primi passi e dopo, molto dopo, abbiamo “scoperto” l’America, similmente noi, col tempo, con sempre più investimenti nella ricerca, guidati dalla curiosità e dallo spirito di voler sempre più scoprire nuovi mondi, riusciremo sempre più a esplorare questa nostra grande casa che è l’Universo sentendoci finalmente “cittadini del Cosmo”.

Alain Calò


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