Il funerale ai tempi del Coronavirus

Sua Maestà il Conte a reti unificate ha dato l’assenso, da giorno 4 maggio, di poter effettuare i funerali. La morte nella sua più alta intimità non è più abolita. Ma, leggendo le varie linee guida, succede ben di peggio: la morte viene ridicolizzata. Proviamo a simulare un funerale secondo le nuove direttive. Muore “u ziu Peppino” (pace all’anima Sua). Felicemente Sposato con la zia Giovannina (di tempra forte) con cinque figli, tre maschi e due femmine, quattro maritati e una femmina col fidanzato-congiunto. I quattro maritati hanno fatto due figli l’uno (ovviamente i figli maschi primogeniti dei figli maschi de u ziu Peppino si chiamano Giuseppe). La figlia col congiunto, con grande scandalo in paese, non maritata, è però in dolce attesa. Perché grande scandalo? Perché la zia Giovannina è donna all’antica, quella cioè che non si fa niente per l’occhio della gente. Neanche lasciare u ziu Peppino (pace all’anima sua) che era un fervente puttaniere (in maniera più educata, secondo i dettami di oggi, andava a congiunte). E giusto giusto il momento della morte del marito in cui la vedova diventa la nuova matrona in paese dove folle e folle di persone si inchinano a lei durante le esequie, doveva capitare ai tempi del Coronavirus. Che mala sorte! Non come la sorella, a zia Costanza, che quando morì suo marito Vicenzino (pace all’anima sua) non solo riempì la Chiesa, ma si fece un mese di mangiare gratis a furia di colazioni, pranzi e cene donate dalle varie comari (e guai chi sgarrava). E poi, sempre mala sorte, era già da un anno che aveva pronto quel magnifico vestito nero che sfila tale da farla sembrare Claudia Schiffer! Ma comunque. Si deve fare il funerale de u ziu Peppino. In chiesa per poter fare il funerale, innanzitutto bisogna mettersi d’accordo sui 15 che devono essere presenti. Perché, facendo due conti: a zia Giovannina con i quattro figli con consorte già son nove, la figlia peccatrice in dolce attesa va contata una o due? Nel dubbio uno e mezzo e son 10 e mezzo che col congiunto, mezzo tonto e disoccupato, fanno 11 (siccome lo sanno sentire in casa mezzo uomo lo facciamo mezzo per arrotondare i conti). Restano quattro posti per otto Nipoti. Si fa col gioco della bottiglia? Con l’estrazione (dato che i centri scommesse riaprono dal 4 maggio)? E quei quattro che restano fuori son figli della gallina nera? E un attimo: Il morto va computato? Ma tranquilli: c’è il sistema! Le direttive, infatti, prevedono che prima di iniziare il funerale, prima di entrare in chiesa, il prete (o chi per lui) dovrà munirsi di termometro e misurare la temperatura e chi registrerà più di 37.5°C (fino a 37.49°C va bene) non potrà entrare. Ecco, quindi il sistema. Dei quattro rimanenti si fa un’estrazione e si mettono in ordine di entrata così, in caso che tra i 15 eletti dovesse esserci il febbrato, il prete caccerà il vile malato dalla chiesa, si affaccerà dal loggione principale pronunciando la seguente frase: “Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus un altro posto!” e allora il primo dei non eletti diventerà l’eletto (sembra quasi essere finiti nel banco alimentari con i numeretti o quasi quasi dal medico a chiedere “chi è l’ultimo?”). Una piccola domanda (non si sa mai): la temperatura va presa anche al morto? Dopo l’attenta disamina (ah, nelle linee guida si parla di termometro elettronico: e meno male! Ma voi vi immaginate se si fosse dovuto utilizzare il termometro a mercurio che ci vogliono 5 minuti per misurare la temperatura? Il morto arrivato in chiesa la mattina aveva tutto il tempo di morire la seconda volta e uscire di notte!) si può cominciare il funerale. La vedova piange (non per il morto…). E arriva la Comunione. Secondo noi qui c’è una “manuzza” di stampo islamico ispirato dal detto che se Maometto non va alla montagna è la montagna ad andar da Maometto, ovvero che è il prete, munito di mascherina e dopo attenta igiene delle mani (non sappiamo se adesso nell’acqua con cui si lavano le mani durante le celebrazioni sarà obbligatorio mettere un quantitativo di alcool), dovrà recarsi personalmente a dare la comunione od ognuno al proprio posto. Che mala sorte! Neanche la sfilata della Comunione per la zia Giovannina! Funerale finito e u ziu Peppino (pace all’anima sua) può essere tumulato. Un’altra domanda ci sorge spontanea. Avendo assistito a diversi funerali in diversi paesi abbiamo avuto un giorno l’esperienza di assistere, in un paese di cui non facciamo nome, ad un funerale in cui erano presenti due bare (non erano tra loro parenti – congiunti – amici o altro). In quel caso tra le bare bisogna assicurare la distanza minima di un metro? E poi, già quindici è ridicola, come si dividono i due parentadi? Chi ne avrà sette e chi otto? Su quest’ultimo aspetto chiameremo Ficarra e Picone a dirimere la questione. Ora la domanda che si pongono molti: quando assisteremo, finalmente, al funerale di tutte queste cavolate fatte dal Governo?

Alain Calò


La Redazione
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