#FaceToFace con Walter Giuffrida, dg dell’Asd Troina

Nel nostro #FaceToFace di oggi, vi raccontiamo chi è Walter Giuffrida, il dg del Troina dei miracoli. Insediatosi solamente nel luglio scorso, insieme ai suoi fidati collaboratori, ha messo su un impianto logistico e una squadra di giovani che tante soddisfazioni stanno dando ai tifosi rossoblù.

Innanzitutto, come si sta trovando nel fare il dg, passando da semplice tifoso a dirigente di primo piano?

Si tratta di due modi di seguire la propria squadra di calcio totalmente differenti. Il tifoso vive di passioni, gioie, delusioni. Il dirigente vive in prima persona tutto il lavoro che sta dietro la macchina organizzativa che consente alla squadra di poter giocare le domeniche. Dirigere una società calcistica rappresenta un impegno molto gravoso che è possibile portare avanti grazie ad una buona organizzazione del lavoro e all’impegno di tante persone capaci e competenti che io ho avuto la fortuna di saper individuare, essendomi circondato da nuovi dirigenti che, dal mese di luglio, stanno dando anima e corpo per questo obiettivo comune.   

Che tipo di progetto state portando avanti lei e il suo team?

Il nostro progetto è quello di costruire una società in grado di offrire le adeguate competenze in tutti i settori, da quello dirigenziale, a quello tecnico, nella convinzione che la competenza, unitamente al lavoro di tanti, può portare a grandi risultati. Sotto il profilo sportivo, il nostro obiettivo a medio termine è quello di conservare la categoria e organizzare in maniera completa ed efficace il settore giovanile. Nel lungo termine, gli obiettivi sono quelli di una società moderna, organizzata ed in grado di affrontare le mille difficoltà poste dalla partecipazione a campionati calcistici nell’ambito di un piccolo paese dell’entroterra siciliano.

Che cosa è cambiato rispetto allo scorso anno?

A parte lo staff tecnico e qualche giocatore, direi che è cambiato tutto. Per ragioni che non è il caso di evidenziare, la società si è dotata di una struttura associativa e dirigenziale totalmente rinnovata, sicché abbiamo un nuovo presidente, un nuovo direttore generale, un nuovo direttore sportivo ed un nuovo consiglio direttivo che sta lavorando per dare alla società una struttura organizzativa di buon livello.

Perché ha deciso di mettersi in gioco, assumendo una carica così importante?

Mi hanno spinto l’amico Giovanni Alì ed il Sindaco Fabio Venezia, i quali, avendo intravisto le difficoltà cui sarebbe andata incontro la società, mi hanno chiesto una mano a livello dirigenziale. E’ stato un invito al quale ho risposto affermativamente pur sapendo che si trattava di un impegno gravoso e coinvolgente che avrebbe condizionato le mia vita lavorativa e personale ma che ho ritenuto di dover accettare per spirito di servizio verso il mio paese e verso i troinesi.

Facciamo un passo indietro, la sua nomina coincide con le dimissioni di Marco Coppa e il ritorno di Davide Boncore. C’è un rapporto straordinario tra lei e l’attuale mister. Cosa ci può dire al riguardo?

Non è esattamente così. Io sono entrato in dirigenza quando il mister Marco Coppa aveva avviato il suo rapporto con il Troina. Successivamente sono state fatte delle scelte delle quali io ho dovuto prendere atto per adottare gli opportuni accorgimenti, primo fra tutti quello della scelta del tecnico Davide Boncore, con il quale credo che ci sia, innanzitutto, profondo rispetto e stima personale. Non conoscevo Davide Boncore prima del suo arrivo a Troina, ma ho avuto modo di apprezzarne la capacità nel corso dello scorso campionato, quando la squadra ha dimostrato, fin da subito, di avere una chiara e precisa idea di gioco. Poi mi sono avvicinato per conoscere anche l’uomo ed ho capito che si tratta di una persona perbene con la quale è partito un rapporto di scambio di opinioni dal quale è nata una bella amicizia. La mia predilezione per questo allenatore è ben nota a tutti, avendo più volte discusso con i dirigenti che ci hanno preceduto intorno a questa scelta che credo, ad oggi, mi abbia dato ragione.

Dove può arrivare questo Troina, che è partito fortissimo, e quali sono gli obiettivi? 

Il Troina deve mantenere la categoria e deve consentire ai propri calciatori di esprimere tutto il loro potenziale, senza condizionamenti di sorta. Siamo felicissimi della attuale posizione in classifica ma sappiamo benissimo che il nostro organico ed il nostro budget non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di tante altre squadre espressioni di realtà di gran lunga più importanti e popolose di Troina. Ma il calcio è bello anche per questo: se la Danimarca ha vinto un Europeo pochi giorni dopo aver richiamato i propri calciatori dalle località balneari ove si erano recati per essere stati eliminati dalle fasi a girone, vuol dire che nel calcio l’unica cosa che conta è la serietà, l’impegno e la competenza. E noi siamo convinti che il nostro staff tecnico, ed i nostri calciatori abbiano tutte queste qualità, ragione per cui affronteremo il resto del campionato con la voglia e l’intenzione di dare tutto quello che abbiamo, nel tentativo di crescere sotto tutti i profili.

Ci dia un parere sul girone in cui è inserito il Troina

Altri hanno definito questo girone come una piccola serie C e, in effetti, un girone con il Palermo, i due club di Messina, entrambi fortissimi, il Licata, il Marsala, il Savoia, il Giugliano e tante altre squadre provenienti da città molto più grandi e molto più ricche di Troina, con un passato di tutto rispetto non può che indurci a pensare che si tratti di un girone di ferro.

Avete chiamato spesso a raccolta i tifosi per dare una mano alla squadra. I primi a raccogliere questa vostra richiesta sono stati i ragazzi del “Nucleo Imakera”, cosa ne pensa? 

Loro sono il cuore e l’anima del tifo organizzato troinese che, ogni domenica, si impegna e lavora per dare un grande supporto ai nostri calciatori. Da parte mia e della dirigenza non possiamo che ringraziare quanto fatto da questi splendidi ragazzi, ai quali stiamo cercando di fornire un supporto organizzativo, nei limiti delle nostre capacità. Il loro ritorno è frutto di una banale riflessione, per cui non può esistere una squadra di calcio che milita nella quarta serie nazionale senza una tifoseria organizzata, sicché ci siamo incontrati, abbiamo confrontato obiettivi e possibilità e, da persone attaccate ai colori sociali, abbiamo trovato la giusta intesa.

State portando avanti con la Sampdoria il progetto “Next generation”. Che benefici porterà alla squadra e alla società?

Quello con la Sampdoria rappresenta un esempio di come la società intenda organizzare il futuro e, cioè, partendo dai giovani. Vogliamo far crescere dei giovani calciatori, secondo i sani valori dello sport e vogliamo dare a loro la possibilità di crescere sotto il profilo personale, umano ed anche sportivo. La collaborazione con la Sampdoria ci darà le competenze tecniche di cui una società piccola come il Troina ha bisogno, indispensabili per una crescita di atleti e tecnici. I risultati che arriveranno saranno proporzionali alla bontà del lavoro che sapremo sviluppare nei prossimi anni, ma io sono convinto che il lavoro serio paga sempre.

 

Fabrizio Tomasi

 

 


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