#FacetoFace con Silvestro Chiovetta, sindaco di Cerami

Tra i tanti che si sono ritrovati in prima linea nell’affrontare l’emergenza coronavirus, oltre al personale sanitario, ai commercianti dei beni di prima necessità, ai volontari della Protezione civile e delle molteplici associazioni sparse in tutto il territorio nazionale, ci sono stati anche gli amministratori, che si sono esposti per tentare di coordinare al meglio la macchina amministrativa in un periodo di vera e propria crisi. Purtroppo qualcuno ha anche contratto il virus, passando settimane non facili, dovendo preoccuparsi per la propria salute e per quella dei propri concittadini.
Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare di questo e altro con il sindaco di Cerami, Silvestro Chiovetta, che fino a poche settimane fa è stato ricoverato all’ospedale “Umberto I” di Enna, dopo aver ricevuto l’esito positivo al tampone.

Buongiorno sindaco. Innanzitutto come sta? Come procede la ripresa?

Decisamente meglio, grazie. La fase più brutta è ormai alle spalle, speriamo rimanga solo un brutto ricordo.

Come ha vissuto la convalescenza? Ha avuto paura?

Sicuramente sì, la paura non è mai mancata, soprattutto quando è stata accertata la mia positività. Diciamo che la prima notte al pronto soccorso e le prime settimane di ricovero non sono state tra le migliori della mia vita. In ogni istante ero accompagnato dalla preoccupazione di aver potuto contagiare la mia famiglia o quanti mi erano stati vicino.

La comunità ceramese come ha reagito alla notizia della sua positività?

Sicuramente anche per la mia comunità è stato un momento alquanto difficile, soprattutto dopo l’accertamento di altre positività nel nostro comune. Ma nonostante questi momenti di sconforto non mi ha mai fatto mancare l’affetto e la vicinanza, e soprattutto la preghiera nei momenti più difficili e per questo sarò per sempre grato ai miei cari concittadini che ringrazio infinitamente.

Si ritiene soddisfatto della gestione dell’emergenza nella sua città?

Assolutamente sì. I numeri parlano chiaro: il momento più delicato dell’emergenza è probabilmente alle spalle e ciò significa che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Mi preme ringraziare l’Amministrazione, che in mia assenza ha gestito egregiamente la macchina amministrativa sfruttando i vantaggi di una piccola comunità quale Cerami, dove tutto è più controllabile.

Siamo entrati nella cosiddetta “Fase2”: cosa si aspetta da questo momento?

La “Fase 2” è un momento cruciale, oserei dire più importante della “Fase 1”. Per questo ritengo sia fondamentale non abbassare mai la guardia. Pertanto mi aspetto certamente grande senso di responsabilità, rispetto scrupoloso delle prescrizioni e collaborazione, doti che già la mia comunità ha dimostrato di possedere.

Che misure sta intraprendendo l’Amministrazione comunale per il rilancio dell’economia locale?

Saremo vigili e attenti nello sfruttare gli eventuali aiuti che i Governi regionale e nazionale manderanno ai comuni e di conseguenza cercheremo di far cadere a cascata tali aiuti alle attività commerciali presenti nel nostro territorio, alle quali in ogni caso saremo vicini.

Si sente di ringraziare qualcuno in particolare per la gestione di questo delicato momento?

Certamente una menzione particolare la meritano i volontari della protezione civile locale, veri e propri angeli del nostro comune, sempre disponibili e premurosi. Anche in piena emergenza non hanno mai fatto mancare il loro inestimabile contributo e il loro infaticabile supporto a tutta la popolazione ed in particolar modo alle fasce più deboli.

Grazie e in bocca al lupo per il futuro.

Ci tenevo, prima di concludere, ad esprimere una mia personale considerazione, a cui tengo particolarmente: sicuramente anche questo momento, seppur difficile, mi ha trasmesso ed insegnato qualcosa. Nella nostra quotidianità davamo per scontato molto non apprezzando piccolissime cose, considerate dovute e routine quotidiana: questa particolare esperienza mi ha dimostrato quanto queste siano importanti perché, anche se piccole, sono fette importanti della nostra esistenza. Mi auguro di non cadere nell’errore dell’essere umano, quello di dimenticare velocemente e facilmente. Come tutte le medaglie, anche questa ha avuto un lato positivo, e cioè quello di avermi fatto conoscere ed incontrare medici, infermieri, e gli operatori di tutti i reparti Covid dell’ospedale “Umberto I” di Enna, che oltre alla grande professionalità, lavorando in condizioni estreme, si sono distinti soprattutto per le grandi doti umane mostrate in questa strana situazione, e dove, pur mancando il conforto dei familiari, non ci hanno fatto mai sentire soli creando attorno a noi un ambiente familiare.

Grazie ancora per la disponibilità.

Fabrizio Tomasi


La Redazione
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