#FaceToFace con Luigi Bonelli, sindaco di Nicosia sulla situazione sanitaria ed economica del paese

Nessun Sindaco di qualunque Comune Italiano avrebbe mai desiderato imbattersi in questa grave emergenza quale è la pandemia di COVID-19. Perché ogni Sindaco, come un padre di famiglia, anche il peggiore, ama e tiene in una certa maniera alla propria famiglia. La pandemia ha distrutto quanto si è costruito. Ha portato sofferenza dove prima c’era la gioia. Ha portato la paura dove prima c’era la serenità. E qualunque Sindaco, prima Istituzione cittadina e primo ponte tra i rappresentati e i rappresentanti, merita senz’ombra di dubbio un encomio, aldilà delle posizioni politiche, sulla fermezza e sull’aver cavalcato questa emergenza. Come una diga: possiamo dire, in tempi di pace, che è brutta e antiestetica, ma se ci salva dall’alluvione, quella diga brutta e antiestetica ci ha salvato. Quindi, scevri da un discorso politico e abbandonate qualunque pregiudizio o giudizio, differenza di veduta, dopo i medici e chi è stato in prima linea, ringraziamo i nostri Sindaci che hanno guidato le tante piccole barche d’Italia tra i marosi di questa pandemia. Fatta questa premessa, abbiamo incontrato nello specifico il Sindaco di Nicosia Luigi Bonelli che, come tutti gli altri primi cittadini, non si è tirato indietro dinnanzi a questa sfida mastodontica e assieme a tutto il popolo Nicosiano ha combattuto con le proprie armi vincendo questa prima parte di emergenza. Ed ecco come è importante un confronto tra l’immediato passato, l’incerto presente e il prossimo futuro. Una chiacchierata in cui emergono provvedimenti, ricette economiche e soprattutto fatti. Una chiacchierata in cui emergono anche importati spunti di riflessione che ognuno di noi è invitato a cogliere in questo confronto collettivo che nasce dalle risposte alle domande da noi poste.

Il periodo che ci stiamo (speriamo) lasciando alle spalle è stato sicuramente il peggiore che abbiamo mai vissuto da quando è finita la Seconda Guerra Mondiale. Come in quei giorni, e nello specifico il Luglio del ’43 quando abbiamo avuto il nemico “in casa”, anche in questo periodo si sono registrati episodi di alto senso civico e, al contempo, di egoismo. Perché, giustamente, durante le fasi più critiche, tutti noi esprimiamo in forme antitetiche degli atteggiamenti estremi. Come valuta il Suo operato in questi mesi? Quale è stato, secondo Lei, l’episodio di più alto senso civico?

Sono stato a disposizione dei cittadini 24 ore su 24. Ho risposto a tutte le richieste di aiuto che mi sono pervenute. Ho informato, con bollettini quotidiani sui social, la città di tutto quello che succedeva. Insieme ai Nicosiani abbiamo fronteggiato l’emergenza con ottimi risultati, contenendo al minimo tutti quelli che potevano essere i pericoli da parte del virus. Abbiamo avviato in maniera veloce, fra i primi Comuni in Sicilia, la distribuzione alimentare e i buoni alimentari. L’episodio di più alto senso civico è stata la massiccia e collettiva partecipazione nella solidarietà. Grazie a questo si è potuto aprire la rianimazione dopo 40 anni di chiusura e si è potuta fare assistenza anche lì dove non riuscivano ad arrivare le Istituzioni.

Un tema che ha caratterizzato questo periodo è senz’ombra di dubbio la Sanità. Inizialmente l’attenzione si è rivolta sull’apertura della terapia intensiva e poi, una volta raggiunto questo importante obiettivo, tutti gli occhi sono stati puntati sul reparto di chirurgia con timori (sempre dalla Sua Amministrazione sedati) di definitiva chiusura di tale reparto. Gli eventi hanno dato ragione alla Sua Amministrazione. Cosa vuole dirci al riguardo, bilanci e prospettive, sul tema sanitario a Nicosia?

La rianimazione è stata finalmente riaperta con ottimi risultati. Sono stati ricoverati e salvati a Nicosia non solo cittadini del Nostro territorio ma, vista la qualità assistenziale del reparto e degli operatori, sono stati curati numerosi cittadini provenienti da diversi paesi lontani. Non sarà mai abbastanza grande il grazie mio e della città al coraggio e alla professionalità degli operatori sanitari della terapia intensiva e della rianimazione. Colgo l’occasione per dire che stiamo pressando per far aumentare il numero di posti letto da 4 a 8 di rianimazione più 4 di terapia semi-intensiva. Il reparto di chirurgia ha riaperto potenziato come più volte da noi sostenuto e evidenziato.

L’era post-Covid sarà un’era di ricostruzione, o quantomeno, nell’immediato di tamponamento della grave crisi economica che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Ben sappiamo che gli strumenti di un amministratore locale (e di un piccolo comune) sono ben pochi, anzi quasi nulla di fronte ad una crisi mondiale, e che la situazione economica di Nicosia, come per molti altri comuni dell’entroterra siculo e non solo, non era florida anche prima della pandemia, ma quale è la ricetta del Sindaco Bonelli per provare a far ripartire l’economia Nicosiana?

Stiamo utilizzando tutte le risorse a Nostra disposizione per sostenere l’economia. Abbiamo posticipato le scadenze dell’IMU, abbiamo abolito la COSAP per i commercianti, abbiamo abolito la TARI per tutte le strutture che sono rimaste chiuse in questi quattro mesi. Daremo un contributo in denaro ai commercianti e sospenderemo i canoni di locazione per gli allevatori. Inoltre abbiamo redatto 8 cantieri per lavoratori disoccupati che impegneranno circa 1 milione di euro di risorse e daranno lavoro a centinaia di cittadini.

In autunno ci saranno le elezioni amministrative. Fare il Sindaco in un periodo così delicato è qualcosa di molto difficile perché il Primo Cittadino, soprattutto in comuni come il nostro lontani dalle altre Istituzioni e poco rappresentati, è senz’ombra di dubbio la prima persona a cui tutti i cittadini si rivolgono e quindi dovrà sobbarcarsi, assieme a tutti i problemi di una normale amministrazione, anche questa crisi che conduce, inevitabilmente, a scelte coraggiose che potrebbero rivelarsi impopolari. Sinceramente, ha mai pensato in questi giorni di fare un passo “di lato” e di non candidarsi?

Sinceramente è un ruolo difficile, impegnativo e a volte stancante. Ma ho troppa passione per la politica da sempre, un fortissimo senso del dovere e inoltre mi è sempre piaciuto stare fra la gente e confrontarmi con loro. In considerazione, peraltro, che sto lavorando con una squadra di giovani di grande qualità e valore, in questo momento non mi è consentito fare passi indietro.

Governo, Europa e Regione in questo periodo, soprattutto all’inizio, hanno stentato nell’adottare una linea comune. Ci sono stati provvedimenti a volte contraddittori e tutt’oggi si vedono provvedimenti da parte del Governo monchi o che tendono ad escludere certi territori (un esempio, seppur stupido, è il bonus “monopattino” che non può essere usufruito da un residente a Nicosia in quanto Nicosia non è né capoluogo di provincia né comune con una popolazione superiore ai 50.000 abitanti). Quale giudizio politico dà Lei all’operato del Governo e dell’Europa su come hanno fronteggiato il Coronavirus e su come stanno iniziando a fronteggiare la crisi economica?

Tutto sommato un giudizio positivo, hanno gestito bene la fase di emergenza che, anche grazie alla collaborazione dei cittadini, sembra ci stiamo lasciando alle spalle. La speranza è che anche la ripartenza possa avere gli stessi risultati e che quanto ottenuto in Europa (i 170 miliardi del Recovery Found) vengano spesi in maniera celere e oculata.

In questi giorni non stanno mancando le polemiche per quanto riguarda la mancata partecipazione di Nicosia al ZES. Per onestà intellettuale ricordiamo che la Sua amministrazione, assieme ad altri Enti e Comuni, sta portando avanti (anche prima del COVID) il progetto economico di un’altra sigla, ovvero le ZFM (Zone Franche Montane). Cosa risponde il Sindaco a queste polemiche e a che punto siamo arrivati con l’istituzione delle Zone Franche Montane?

Le polemiche sulle ZES sono sciocche, anche gli asini dovrebbero rendersi conto che Nicosia non aveva i titoli per partecipare (così come tantissimi Comuni, anche fra i Nebrodi e le Madonie, che hanno amministrazioni di qualità non hanno partecipato). Noi ci stiamo battendo con grandi risultati, e Nicosia come capofila, per il raggiungimento per l’istituzione delle ZFM (Zone Franche Montane), avendo raggiunto un risultato straordinario con la Regione Siciliana, adesso aspettiamo la risposta del Governo.

Il peggio è alle spalle ma non è finito. A conclusione di questo nostro incontro, che cosa si sente di dire il Sindaco Bonelli ai cittadini che ci leggono sul comportamento futuro da adottare?

Richiedo grande responsabilità e partecipazione attiva alla vita della nostra città. Con grande tranquillità, il 4 ottobre prossimo, si sceglierà il Sindaco e l’Amministrazione che dovranno guidare la città per i prossimi 5 anni. Io mi candido sottoponendo al giudizio degli elettori questi 5 anni di attività amministrativa.

Ringraziamo il Sindaco Luigi Bonelli per questa conversazione, per i bilanci e gli spunti lanciati, e ricordiamo che chiunque abbia voglia di dire la propria e di esprimere il proprio pensiero, troverà sempre la nostra piena disponibilità.

Alain Calò


La Redazione
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