#FaceToFace con Giuseppe Calaciura, ds del Troina dei miracoli

Nel #FaceToFace di questa settimana, abbiamo incontrato Giuseppe Calaciura, il direttore sportivo dell’Asd Troina. In questa intervista, il direttore ci parla delle vicissitudini dell’estate rossoblù, delle sensazioni sulla stagione in corso e delle speranze e dei progetti per il futuro. Buona lettura!

 

Anche lei, come il suo collega Giuffrida, è passato dall’essere un semplice tifoso a un ruolo di primo piano. Come sta affrontando tutto questo?

Sicuramente l’esser tifoso fa vedere tutto con un occhio diverso. Mettendosi in gioco non basta più solo la passione ma bisogna puntare su altre competenze. Questa nuova dirigenza ha accumulato esperienza altrove e sta provando a metterla al servizio di questa nuova avventura. Personalmente mi sono occupato negli anni scorsi del settore giovanile, che è qualcosa di diverso rispetto a una squadra di serie D. Attraverso il lavoro e il sacrificio, e anche un po’ di fortuna, speriamo di portare a casa qualche risultato importante.

 

Il lavoro del direttore sportivo è tra i più importanti nella dirigenza, perché è quello che “si vede” e si giudica la domenica durante le partite. Come vive questa pressione?

La passione aiuta molto in questo lavoro, perché se le cose si fanno con il cuore diventano meno pesanti e più facili da affrontare. Il ruolo che ricopro è complicato, e non vi nascondo che quando mi è stato proposto questo incarico dal patron Alì e dal dg Giuffrida mi sono sentito da un lato onorato per le responsabilità che mi venivano affidate, e dall’altro timoroso visto che nel recente passato, chi mi ha preceduto, ha fatto un grande lavoro e ha conseguito importanti risultati. Raccogliere la loro eredità non è stato sicuramente facile.

 

L’estate turbolenta non ha permesso di avere tempo adeguato nella scelta dei giocatori. Avete assemblato una squadra che sta comunque dimostrando di essere competitiva, cosa ci dice a riguardo?

L’entrata in società è stata sicuramente turbolenta. Abbiamo trovato un allenatore e un’organizzazione diversa rispetto a quello che avevamo in mente. Nel giro di pochi giorni abbiamo dovuto resettare tutto ciò che era stato fatto fino a quel momento e fortunatamente abbiamo avuto carta bianca dal patron Alì. Siamo riusciti, grazie al suo supporto, a mettere in campo le nostre idee. Il ritorno di Boncore e del suo staff ha contribuito a facilitare il tutto. Abbiamo costruito la squadra in funzione del nuovo progetto, probabilmente commettendo anche qualche errore, perché avremmo potuto operare meglio in certe situazioni. In generale però siamo soddisfatti del lavoro fatto, visto che abbiamo abbassato l’età anagrafica della squadra e abbiamo confermato lo zoccolo duro dello scorso anno. In più il ritorno di Lautaro Fernandez credo sia stato un colpaccio, così come l’aver pescato altri giovani talenti dalle categorie minori come Onega. In più stiamo valorizzando diversi profili, come Daqoune, che lo scorso anno avevano avuto meno spazio.

 

La filosofia del Troina è quella di valorizzare i giovani, ma c’è la possibilità di qualche innesto d’esperienza che possa dare una mano nei momenti critici delle partite e della stagione?

In questa categoria la differenza la fanno i giovani, per cui ritengo che la valorizzazione degli under sia l’unica strada percorribile. Da questo punto di vista assume un ruolo fondamentale la riorganizzazione del settore giovanile, che è un segnale importante che stiamo lanciando al mondo Troina. Più in generale vogliamo rilanciare da questo punto di vista tutto il territorio, dando la possibilità a giovani profili di crescere in un’ambiente sano come quello troinese. Nella prossima stagione avremmo più tempo per programmare e miriamo a crescere ulteriormente. È vero che se da un lato, puntando su giovani profili, perdiamo in esperienza dall’altro bilanciamo grazie a maggiore intensità, fame e voglia di far bene.

 

È lecito aspettarsi movimenti, soprattutto in entrata, nel mercato di gennaio per puntellare la squadra e confermarsi nei piani altissimi della classifica?

Non faremo follie per fare degli innesti di esperienza, che hanno costi esorbitanti per il nostro budget. Sicuramente ci muoveremo per assestare bene la rosa e arriveranno altri giovani promettenti che faranno esperienza per creare buoni presupposti per il prossimo anno.

 

 Si aspettava i 21 punti in classifica a questo punto della stagione? Dove può arrivare questo Troina?

L’obiettivo principale è quello di mantenere la categoria. Siamo partiti da una situazione difficile che si è sistemata grazie anche ai risultati che sono arrivati. I punti che facciamo domenica dopo domenica ci gratificano anche perché sulla carta, a parte il Palermo che farà un campionato a parte, stiamo dimostrando di potercela giocare con chiunque, nonostante ci siano realtà più attrezzate per stare in alto. Sarei folle a dire che mi sarei aspettato questa classifica ma non abbiamo rubato nulla e tutto è frutto del lavoro dei ragazzi e del mister. Stiamo provando a creare un rapporto di fiducia tra dirigenza, calciatori e staff tecnico per proseguire in maniera più serena e tranquilla la seconda fase del campionato. Ribadisco: prima dobbiamo salvarci, quello che verrà dopo sarà tutto guadagnato anche in prospettiva per la prossima stagione.

 

Da direttore sportivo e uomo di calcio qual è, cosa si sente di promettere a piazza e tifosi?

Non possiamo promettere giocatori fuori categoria o altre cose impensabili perché sarebbe una mancanza di rispetto verso tutti. La nostra dimensione prevede l’acquisto di giovani che hanno voglia di emergere. Perseguendo questa strada, nel corso degli anni, miriamo a crescere in tutti i settori. La nostra missione è questa e il progetto tecnico su cui abbiamo puntato lo sta dimostrando.

 

È giunto il momento dei pronostici: cosa si aspetta della gara con l’Fc Messina di domenica?

Domenica sarà un’altra dura battaglia. Il Messina sulla carta non avrebbe dovuto occupare l’attuale posizione in classifica. Se si guardano le rose probabilmente non ci sarebbe partita, ma fortunatamente abbiamo visto che è il campo a parlare. Mi aspetto una bella partita che offra ottimi spunti di natura tecnica e tattica. Mi auguro, inoltre, che i nostri giovani possano esprimersi al meglio e possano permetterci di portare a casa un risultato positivo.

 

Fabrizio Tomasi


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