#FaceToFace con Gioia Pace, autrice di “L’inquietudine allo specchio”

“NataLeggiamo”, la kermesse letteraria figlia di “Impavidarte”, non si è esaurito in quel dicembre 2019. Abbiamo infatti deciso, passato del tempo, di parlare con gli autori coinvolti, intervistandoli per conoscerli meglio. Assieme all’intervista, abbiamo pensato di abbinare il video della presentazione del libro (che potrete trovare al seguente link https://youtu.be/lFVVSPpgSek).
Abbiamo incontrato Gioia Pace, autrice di “L’Inquietudine allo specchio”, presente a Nicosia nella seconda giornata della Kermesse alle ore 17:00. A presentare il libro è stata Valentina D’Alessandro. È stato anche effettuato un bellissimo momento musicale curato da Valentina D’Alessandro e la Maestra Enza Ferrara al pianoforte.

Perché scrivi? Che cosa rappresenta per te la scrittura?

Scrivo per raccontare la vita. I libri per chi scrive sono come figli, ognuno ha la sua storia, il suo carattere, pertanto la scrittura per me ha valore maieutico

Parlaci del tuo libro.

Il mio libro è un canto d’amore alla mia generazione, quella nata negli anni ’50. La generazione che è cresciuta credendo nei valori, ha studiato e ha realizzato i propri progetti. C’era meno corruzione e i politici avevano la stoffa dei politici anche se con qualche ambiguità

Con quale spirito, secondo te, dovrebbe approcciarsi il lettore al tuo libro?

Con curiosità, perché nella lettura scopre il suo tempo, questo tempo con le sue frammentarietà, incredulità e paradossi.

Tra le tante tematiche affrontate nel testo, quale in particolare pensi rappresenti il tuo libro? E perché?

Quella inerente all’inquietudine dei confini, perché conosco e studio questa problematica: la Germania non è più divisa e posso andare tranquillamente a Berlino come a Lipsia, e non esiste più l’URSS, per non parlare della Jugoslavia. Nel 2009 sono andata in Giordania e in Palestina e avevo deciso di visitare nel 2010 la Siria. E’ rimasto un sogno. Seguo le notizie del Medio Oriente e penso ai Curdi, una popolazione che ogni minuto combatte per la sua esistenza e per essere riconosciuta come tale

Che cosa pensi dei libri commerciali? Un testo come il tuo è per certi versi “controcorrente”. Punta più alla qualità che a una mera quantità di vendita a differenza di come, purtroppo, accade oggi.

I libri commerciali durano quanto l’alba di un mattino. I libri che hanno qualcosa da dire, anche se rimangono da parte, vengono ripresi perché un buon libro rimane un buon compagno nel vivere

Parlaci dei tuoi progetti letterari futuri.

Attualmente sto concludendo di scrivere “Una sognatora in cammino” che racconta i miei 25 anni come presidente del Comitato di Siracusa della Dante Alighieri. Parlo della mia esperienza, ma anche degli anni 90, perché se ieri erano cronaca, oggi sono storia. Il libro sarà dato al pubblico a Maggio. Nel frattempo progetto un nuovo saggio che esplora l’uomo in uno dei suoi aspetti più problematici che oggi vive.

Alain Calò


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