#FaceToFace con Alain Calò, ideatore di “NATALEGGIAMO – UN LIBRO SOTTO L’ALBERO” nonché ideatore e fondatore di “Impavidarte”

Dopo il grande successo di “NataLeggiamo – un libro sotto l’albero”, rassegna culturale che si è tenuta lo scorso 20, 21 e 22 Dicembre presso l’Aula Consiliare del Palazzo di città e che ha registrato diverse centinaia di presenze di pubblico durante le 7 presentazioni di libri in calendario, nonché un’accoglienza positiva della “novità” da parte della popolazione di Nicosia, abbiamo deciso di intervistare l’ideatore di tale kermesse, ovvero Alain Calò.

Caro Alain, ci spieghi il perché di questa nuova attività Culturale?
Prima di risporderVi, ci terrei a ringraziarVi e quindi ringraziare 94014.it che, senza iperbole, ma fotografando la realtà, rappresenta la migliore testata giornalistica online oriunda di Nicosia e che ho avuto il piacere, assieme a Vivienna, il primo spazio online della Provincia di Enna, di avere come media partner dell’Evento. Un evento che ha avuto successo non tanto grazie a me, ma grazie ai tanti numeri uno presenti in questo Nostro territorio. Nataleggiamo rappresenta un esperimento a cui ho dato vita con l’instancabile Promotore e motore Assessore Daniele Pidone (a cui rivolgo un sentito grazie) durante una chiacchierata in un pomeriggio di fine ottobre. Dopo il grande successo del Concorso Artistico Letterario “Impavidarte – la biennale della Cultura 2018/2019” di cui mi onoro essere il fondatore (successo che ha subissato l’edizione precedente di quando il Concorso Artistico Letterario aveva nome “Duecento Nicosia Diocesi”) e soprattutto dopo il successo delle due serate di premiazione dello scorso giugno, bisognava fare qualcosa in questo periodo anche per essere da ponte tra la biennale 2018/2019 e la biennale 2020/2021 che presto partirà. Un evento semplice ma sempre nel nome della Cultura. Con il sempre sostegno dell’IRSSAF – Polo Universitario di Nicosia (e ringrazio il Presidente Dr. Riccardo Fiscella) e dell’Amministrazione (e qui ringrazio il Sindaco Luigi Bonelli) che ha voluto fortemente l’evento anche e soprattutto per l’ampia rilevanza Culturale che porta intrinsecamente con sè, nacque “NataLeggiamo”, nome ideato da mio padre (come fece anche per “Impavidarte”) e, proprio come “Impavidarte”, frutto di una crasi tra due parole: “Natale” e “Leggiamo”.

Avete avuto diversi sostenitori…
Sì, e questa è stata una bella cosa. Ancor più bella perché, come detto, tutti i tasselli di Nataleggiamo sono stati, ancor più di Impavidarte dove qualche ruota, poniamola così, è stata più “sgonfia” (ma, memori di Impavidarte e del fatto che l’esperienza non è altro che la sommatoria di errori, abbiamo corretto questo aspetto), dei numeri uno. E non mi riferisco soltanto all’IRSSAF – Polo Universitario di Nicosia e all’Amministrazione, ma anche alla Confcommercio Enna, il Rotaract Club di Nicosia (tutti e quattro già presenti ad Impavidarte), alla Compagnia teatrale “Briciole d’Arte” (presente all’interno della Cerimonia di Premiazione),al Kiwanis Club di Nicosia, al Rotary Club di Nicosia, all’Interact Club di Nicosia ed alle Commissioni distrettuali Rotaract di Pubblico Interesse e Comunicazione, oltre ai già citati media partner. Come si può vedere abbiamo preso tutto il meglio che è stato e che, mi auguro, sarà Impavidarte, integrandolo con altri numeri uno.

Diversi sono stati gli autori e i relatori. Puoi parlarci di loro?
Bè, loro sono i “super” numeri uno, coloro che hanno riempito il pacco dono che Nataleggiamo rappresenta alla Comunità Nicosiana. I vari autori provengono da tutta Sicilia e si sono riversati qui a Nicosia portando la loro Arte, la loro Cultura, il loro Pensiero, la loro Voglia di regalare a tutti noi dei momenti meravigliosi durante questi tre giorni per come, di fatto, hanno fatto. Ardua è stata la scelta di come abbinare l’Autore ad un relatore, in quanto volevamo creare un binomio “eccellenza autore non Nicosiano” ed “eccellenza relatore Nicosiano o del territorio”. E alla fine abbiamo scelto la creme de la creme. Attenzione, dicendo così non voglio dire che chi non è stato scelto come relatore non è un’eccellenza nicosiana. Spesso, infatti, durante gli incontri mi soffermavo a nominare le diverse eccellenze che ci onoravano della loro presenza (e ce ne sono stati parecchi durante i tre giorni). Ma, giustamente, avendo 7 autori dovevamo fermarci a 7 relatori. Quindi ringrazio come autori, che voglio mettere in ordine di apparizione: Gabriella Grasso, Leonardo Caltabiano, Gioia Pace, Liborio La Vigna, Rosario Russo, Cateno Tempio e Pino Bevilacqua. Accanto a loro i relatori che sono intervenuti: Enzo Spinelli, Michele Schillaci, Valentina D’Alessandro, Giovanni D’Urso, Salvatrice Rizzo (nelle vesti di presentatrice dell’ultima presentazione) e Maria Assunta Spinelli. Un grazie va, inoltre, ad un’altra assoluta eccellenza quale la prof.ssa Enza Ferrara che insieme a Valentina D’Alessandro hanno incantato il pubblico presente sabato con i loro interventi musicali.

Perché ti spendi così tanto a livello Culturale per Nicosia?
Penso che abbia dato una risposta a tale domanda all’atto dell’inaugurazione della tre giorni il Venerdì. E rispondo dicendo non tanto il “perché” ma quanto il “non perché”. Non lo faccio per soldi. Impavidarte è un concorso a partecipazione gratuita e tutti coloro che mi hanno collaborato ben hanno saputo che tutto ciò si facesse nel nome della Cultura. Chi, giustamente (anche per diverse visioni), non ha accettato questo ragionamento è stato liberissimo di non esserci o uscire (poi ognuno ne tragga le proprie conclusioni, chi sono io a giudicare?). Perché non voglio il guadagno economico? Perché penso che se veramente si fa qualcosa per amore del paese non si può servire, parafrasando una frase del Vangelo, il Dio Denaro e l’Amore di Nicosia contemporaneamente. Così come molte associazioni spendono tempo e denaro per rendere più bella Nicosia e riscattare questo paese, anche io amo il mio paese e mi spendo per esso. Guadagno e amore per il paese in questo campo non vanno assieme. Il binomio meno ipocrita per chi ha secondi fini sarebbe guadagno e sfruttamento del paese. E, sinceramente, nel cuore non possono coesistere tali antipodi, o si ha amore… o si ha altro. Non lo faccio per velleità politiche o tornaconti personali. Conosco bene il mio carattere e so di non essere un uomo politico, forse sono più un “tecnico”. E poi quale sarebbe il guadagno personale dinnanzi ad una presentazione di libri che hanno un pubblico di nicchia? Se avessi velleità personali e/o politiche mi getterei a capofitto a organizzare concorsi fru fru di bellezza o cose tipo Barbara D’Urso e il Grande Fratello dove l’apparire eclissa l’essenza dell’essere Umano, la Nostra parte migliore e imperitura.


Che cosa pensi della “Cultura di Destra” e della “Cultura di Sinistra”?
Io penso che esista una Cultura la cui matrice provenga o dalla Destra o dalla Sinistra. Sorrido pensando a quanta ignoranza c’è in giro quando sento ragionamenti del tipo che la prima escluda la seconda e viceversa. La Cultura, intesa come qualunque manifestazione dell’Uomo, è di tutti e proviene da tutti. E questa rassegna lo dimostra, con sette autori di svariati pensieri, in un ventaglio, o ancor meglio, evocando il numero sette, in un arcobaleno bellissimo. E ciò che questa rassegna ha voluto innanzitutto porre alla Nostra attenzione è la condicio sine qua non per poter fare Cultura ed essere uomini di Cultura: il dialogo. Il confronto, il dibattito, la dialettica. I vari confronti che si sono susseguiti nella rassegna hanno arricchito le mie visioni come anche le visioni di tutti noi. Bollare una certa Cultura, come oggi sovente accade, con un termine quale “fascista” o “comunista” usati con accezione dispregiativa (e anche con la volontà di screditare le iniziative e quindi i sudori, le speranze, le gioie e i dolori degli organizzatori solo perché qualcuno vota un partito al posto di un altro) denota una chiusura mentale tipica degli ominicchi o, ancor più, dei quaquaraquà. Il populismo e il relativismo, nonché l’abbassamento della dialettica politica a causa della nascita di movimenti o partiti anti tutto producono questi Mostri ma che, voglio essere positivo, citando Lucio Dalla, “senza grandi disturbi qualcuno sparirà/ Saranno forse i troppi furbi /E i cretini di ogni età”.

Puoi farci un bilancio della rassegna?
Io, personalmente, mi sono divertito molto. E forse, tornando alla domanda sul perché mi spendo, anche il divertimento è un motore che mi spinge a fare qualcosa (come penso tutti d’altronde). Questa domanda, comunque, è da terrorista. Quindi, oltre a rimandarvi ai tanti numeri uno che hanno fatto questa rassegna e di cui mi onoro di aver avuto all’interno di questo esperimento culturale, dalle foto che anche voi avete fatto e da quello che si sente in giro, fate voi un bilancio per me.

Ultima domanda: lo rifarai?
Sin dalla fine di Venerdì, ovvero il primo giorno della rassegna, tutti mi hanno posto questa domanda. E io ho risposto: “Ma mi volete veramente così male?”. Me la fate oggi e, data la mia passione per l’agricoltura e quindi la gioia del raccolto che fa dimenticare le fatiche del lavoro della terra, vi rispondo “Perché no?”. Ovviamente, nella consapevolezza che tutti i numeri uno sopra citati sono rimasti contenti. Sicuramente, comunque, se si rifarà lo si rifarà fra un anno. Diciamo che fare una manifestazione che si chiama “Nataleggiamo” in pieno Agosto non è proprio il massimo. Quindi ad oggi la priorità è far ripartire il Concorso Artistico Letterario “IMPAVIDARTE”. Ma ancor prima c’è un’altra cosa importante da fare.

Che cosa?
Fare a tutti voi, a tutti i lettori che leggeranno questa mia intervista e alle Vostre e Loro famiglie i migliori auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

Fabrizio Tomasi


La Redazione
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