ENNA. Arte, ambiente e futuri protagoniste del primo step del progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana “WOL per XibetArt.”

L’area di via Maddalena II ha iniziato il suo cambiamento con le opere degli street artista Demetrio Di Grado e Antonio Barbagallo (detto ANC) in attesa del secondo step nel 2020.

Il muro che si trova dietro al plesso “G.Verga” di Calascibetta (comprensivo Santa Chiara di Enna) “parla” adesso di arte, ambiente e futuro , grazie al primo step appena concluso di XibetArt del format Wol finanziato dal Comune di Calascibetta (Enna) e promosso dall’Associazione 360StartUP di cui è presidente Stefano Iannello, con il coordinamento artistico di Mariasanta Buscemi. Raffigurata sul muro da Antonio Barbagallo una bambina, simbolo del futuro e delle nuove generazioni, che con una mano sfiora un albero cui trasmette la sua energia, mentre Demetrio Di Grado ha rappresentato, con i suoi collage vintage due donne, valorizzandone il ruolo sociale, ed un anziano e una bambina, a significare la continuità della vita su uno sfondo di fiori e colibrì. La street art con XibetArt si inserisce in un ampio progetto di riqualificazione di un’area trascurata, che avrà un suo valore aggiunto per ottenere finanziamenti e trasformare un tessuto urbano lasciato per anni ai margini. Tanti i cambiamenti che saranno realizzati su direzione dell’architetto Nicolò Mazza del Comune di Calascibetta, per completare il percorso di rigenerazione urbana che porterà non solo a migliorare non solo l’aspetto dell’area di via Maddalena , ma anche la funzionalità e la sicurezza del dall’illuminazione alle aiuole, dai marciapiedi al manto stradale, senza dimenticare di predisporre servizi per il tempo libero dei giovani, come il campo da calcetto e l’area giochi per i più piccoli. Soddisfatto il sindaco di Calascibetta Piero Capizzi che dice” A conclusione del primo step del progetto Xibet Art ed in attesa della seconda parte programmata per il 2020, desidero ringraziare quanti hanno ideato e reso possibile questa meritoria iniziativa, che unisce arte a cultura. Un grazie particolare, va oltre agli artisti che con grande perizia hanno realizzato l’opera, a Mariasanta Buscemi che ha creduto nel percorso, con la passione e l’orgoglio delle sue origini, consentendo all’amministrazione comunale di investire proficuamente risorse pubbliche, per impreziosire un già ambizioso progetto di riqualificazione urbana delle aree di via Maddalena-Cicirello. Tutto, a partire dalle tematiche scelte e dagli obiettivi comunicativi, contribuirà a far crescere la consapevolezza del cittadino, quale attore protagonista e non semplice spettatore, delle scelte della comunità intesa come unico corpus, destinatario ed artefice al tempo stesso del proprio futuro. Questo il messaggio sotteso all’iniziativa, per la quale rinnovo la mia grande soddisfazione, auspicando che l’entusiasmo suscitato, anche nelle nuove generazioni, possa essere da stimolo per un ritrovato consapevole esercizio di cittadinanza.” Come evidenza la responsabile artistica Mariasanta Buscemi “L’opera, realizzata dai due artisti – perfettamente in linea con la mission affidata al progetto artistico generale, l’Ambiente, un bene che, pur nel naturale e inarrestabile cambiamento delle cose e delle persone, deve essere protetto dalle alterazioni provocate dall’uomo e consegnato più vivibile e più sano alle future generazioni.Nell’opera di Anc una bambina, simbolo del futuro e delle nuove generazioni, che con una mano sfiora un albero e le trasmette la sua energia. Questa “contaminazione positiva” è data dal verde nella sua mano e nella felpa. Quasi una magia. Con l’altra mano, invece, tiene un filo che sembra provenire dal suo zaino, legandola inesorabilmente agli strumenti capaci di cambiare in meglio il mondo: i libri, che vengono fuori dallo zaino, per sottolineare l’importanza del sapere e della cultura, e gli strumenti che, simbolicamente, indicano come la natura può e deve essere salvaguardata dall’uomo, per un futuro eco-sostenibile in uno scambio reciproco, quasi empatico, tra lui e la madre terra.In un gioco di figure geometriche colorate, che si frastagliano nello sfondo, emergono invece i collage vintage di Demetrio di Grado: due donne, a valorizzare il ruolo delle donne nella società di oggi come in quella di ieri e, subito dopo, un anziano e una bambina, forse nonno e nipote, a significare il continuum della vita e la necessità della solidarietà tra generazioni diverse. L’antico delle stampe d’epoca, in bianco e nero, si amalgama armoniosamente con le luci, i colori e le forme geometriche, mentre i fiori, le foglie e i colibrì indicano la costante partecipazione della natura nelle nostre vite; per questo da proteggere. Gli sguardi di tutti i suoi personaggi sono nascosti da messaggi scritti; questa la cifra stilistica dell’artista.Di Grado che per questo suo lavoro ci dice lui stesso: “il cambiamento è il messaggio della mia ricerca. Può rappresentare qualcosa di piacevole per alcuni, mentre per altri potrebbe invece essere una minaccia, fonte di preoccupazione e di stress. Il cambiamento, qualunque esso sia, deve partire prima di tutto dall’individuo.”

L’addetto stampa
Tiziana Tavella


La Redazione
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