Buon anno! Ma in che anno siamo davvero?

Stiamo per celebrare il Capodanno 2024 del calendario gregoriano, ma non tutti sanno che nel mondo esistono altri calendari con altre datazioni e calcoli differenti, per cui l’anno 2024 sarebbe:

il 5784 secondo il calendario ebraico, che conta gli anni lunari dal presunto giorno di creazione della Terra secondo le indicazioni bibliche (individuata nel 3760 a.C.);
il 1444 secondo il calendario islamico, calendario lunare che conta gli anni a partire dall’anno in cui il Profeta Maometto si rifugiò a Medina;
il 1402 nel calendario solare persiano (1) (anche quello inizia il conto dalla fuga del Profeta da La Mecca a Medina, ma con un anno più lungo);
il 2568 secondo il calendario buddista, che conta a partire dall’anno di morte di Buddha, calcolata 543 anni prima della nascita di Cristo;
il 1946 nel calendario indù, detto “era Saka”, che conta a partire da 78 anni dopo rispetto a quello gregoriano vigente, mentre nel calendario Vikrama l’anno di inizio è il 56 a.C.;
il 4719 (2) del calendario tradizionale cinese, nonché anno del coniglio (dal 22 gennaio 2023 al 9 febbraio 2024);
il 2774 nel calendario giuliano originale (a partire dalla fondazione di Roma).
In Italia, fino al 4 ottobre del 1582, si seguiva il calendario giuliano, mentre quello attuale è detto “gregoriano” poiché fu introdotto, con una bolla papale, da Papa Gregorio XIII. Il calendario giuliano era un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni, elaborato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare nell’anno 46 a.C. Tale calendario contava gli anni a partire dal 753 a.C., anno della fondazione di Roma ad opera di Romolo, e contava le ere a partire dal 284, inizio del regno dell’imperatore Diocleziano.
Nel VI secolo il monaco Dionigi “il Piccolo” scrisse al capo dei notai pontifici che il calendario non poteva essere legato alla memoria di un uomo crudele come Diocleziano, che nel 303 aveva scatenato l’ultima persecuzione contro i cristiani, ma doveva essere legato alla nascita di Gesù Cristo. Iniziò, così, lui stesso ad elaborare dei calcoli per determinare la data della nascita di Gesù e stabilì che l’anno 1 fosse quello che iniziava la settimana seguente al 25 dicembre dell’anno 753 dalla fondazione di Roma, ma purtroppo tutti gli studiosi contemporanei concordano nell’asserire che Dionigi sbagliò il calcolo della data di nascita di Gesù e, di conseguenza, il calendario che noi seguiamo ciecamente da ben 2023 anni sarebbe errato.
Le prove lampanti dell’errore di calcolo giungono dalla storia di Gesù: come possiamo leggere nel Nuovo Testamento, il motivo per cui San Giuseppe dovette partire alla volta di Betlemme con la Vergine Maria che portava in grembo Gesù fu che l’imperatore Cesare Augusto aveva ordinato un censimento, ma dalle fonti storiche l’unico censimento di cui si ha certezza risale al 6 d.C. e venne indetto dal governatore romano di Siria e Giudea, Publio Sulpicio Quirinio, in carica sotto l’imperatore Cesare Augusto.
Un’altra prova è che, come possiamo constatare nel Vangelo di Matteo, Gesù nacque negli ultimi anni di vita di Erode, ma il sovrano di Giudea Erode il Grande morì nel 4 a.C., quindi, di conseguenza, Gesù nacque prima di questa data e non nell’anno 0. Un altro elemento rintracciabile storicamente sarebbe la “cometa” seguita dai re magi per raggiungere Gesù bambino. Vari studi furono portati avanti dall’astronomo Giovanni Keplero già tra il XVI e il XVII secolo ed oggi dai nostri contemporanei tra cui Grant Mathews, direttore del Centro di Astrofisica dell’università di Notre Dame (Indiana, USA). Egli, utilizzando gli strumenti della Nasa, identifica la stella cometa con un eccezionale allineamento (3) astrale estremamente raro visibile dalla Giudea, ma i dati raccolti lo farebbero risalire nell’aprile del 6 a.C. Tale datazione effettivamente sembra la più attendibile in quanto coinciderebbe con il periodo della morte di re Erode, confermando quanto scritto nel Vangelo di Matteo.
Oggi il calendario gregoriano, seppur impreciso e nato da un calcolo errato, è oramai diffuso in tutto il mondo, perfino in nazioni che utilizzano anche altri calendari, come accade in India. L’errore del monaco Dionigi ci esorta a ragionare sulla necessità di confrontare idee e studi di più persone che collaborano analizzando le teorie da più punti di vista, in base al loro specifico settore di studio, al fine di portare alla luce nozioni più precise, soprattutto se ne determinerà una diffusione massiva, così come accadde ai calcoli errati di Dionigi per la creazione del calendario gregoriano.
Vi auguriamo un felice anno nuovo ed un lieto proseguimento delle festività.

(1) Il calendario persiano è il più preciso al mondo poiché, mediante un sofisticato procedimento di intercalazione, si accumula un giorno di errore ogni 141.000 anni rispetto ai 3.226 anni del nostro calendario gregoriano.

(2) Questo perché nel 213 a.C. l’imperatore Ch’in Shih fece bruciare tutti i documenti scritti della Cina. Otto anni dopo, però, con la dinastia Han, si cercò di ricostruire la storia dell’impero, risalendo fino al 2637 a.C., data assunta come anno zero.

(3) L’evento astronomico simbolico per i Re Magi, astrologi di professione appartenenti alla casta sacerdotale zoroastriana di Persia, fu un eccezionale allineamento planetario, con il Sole, Giove, Saturno e la Luna nella costellazione dell’Ariete mentre Venere era nella costellazione dei Pesci, e Marte e Mercurio dalla parte opposta del cielo, nella costellazione del Toro. Per i re Magi la presenza di Giove e della Luna indicavano la nascita di un Re, Saturno era un simbolo associato alla vita, e l’Ariete indicava l’inizio della primavera.

Marzia Marassà


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