BARRAFRANCA. Maxi sequestro di droga, arrestato Alessandro Canale

CANALE AlessandroAveva trasformato il suo fondo agricolo, a Piazza Armerina, in una piantagione “in serra” di marijuana con 180 piante alte anche più di 2 metri, oltre ad una ingente quantità di marijuana già essiccata ed avviata alla trasformazione, del peso di oltre 120 Kg, e del valore, nel mercato illecito, di oltre 1,6 milioni di euro. Con l’operazione “Green Farm”, condotta nella notte, la Squadra mobile di Enna ha arrestato, in flagranza di reato, Alessandro Canale, barese di 36 anni, per coltivazione di stupefacente, produzione e detenzione ai fini di spaccio .

L’operazione è scattata nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio, e dell’attività di contrasto al mercato illecito degli stupefacenti disposta dal Questore di Enna, Enrico De Simone, ed è stata condotta dalla Squadra mobile erea, 1^ Sezione criminalità organizzata e straniera, diretta dal vice questore aggiunto Gabriele Presti.

I FATTI

“Ieri, i poliziotti della Squadra mobile ennese, hanno avviato un servizio finalizzato alla prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, avendo individuato in contrada Camitrice, agro di Piazza Armerina, ma ubicato in prossimità del centro di Barrafranca, un fondo agricolo, presso cui erano state collocate 2 serre, per una estensione totale di circa 400 mq, al cui interno si verificava la presenza di circa 180 piante di marijuana, in avanzato stato di coltivazione, dell’altezza fino a 2 m. Sulla scorta di quanto sopra, si dava avvio ad un servizio di appostamento teso alla individuazione ed identificazione del responsabile del delitto in argomento.
Dopo un’intera notte in appostamento, nella mattinata, i poliziotti ennesi notavano sopraggiungere sul luogo il Canale, che, a bordo di un’autovettura giungeva presso l’accesso principale del fondo, adoperandosi ad aprire il lucchetto posto a chiusura della proprietà. Il Canale veniva prontamente bloccato dal personale operante. Nel prosieguo dell’attività si apprendeva come il terreno fosse nella disponibilità proprio del Canale.
Dopo un’accurata perquisizione nel fondo si constatava la presenza di circa 200 piante di marijuana, disposte all’interno di 2 serre, per occultarne l’illecita produzione agli osservatori esterni, e la predisposizione di un impianto di irrigazione, che consentiva di accelerare il processo di crescita.
Inoltre, all’interno dell’azienda, si rinveniva una vera e propria filiera dell’attività di coltivazione e produzione della marijuana. Infatti, oltre alle due serre, si rinvenivano, all’interno dei caseggiati, circa 65, 8 Kg lordi di marijuana tritata; 7 sacchi contenenti delle piante di marijuana già essiccata, per un peso totale, al lordo, di Kg 51; 67 panetti di polvere marijuana, avviate per la trasformazione in hashish, per un peso complessivo di circa Kg 5; 1 barattolo in vetro con all’interno dell’olio di hashish e 4 ovuli contenenti pasta di olio di hashish, per un totale di 122 Kg di sostanza stupefacente”.

Gli agenti ennesi hanno sequestrato anche una pellettatrice elettrica, una macchina per sottovuoto automatica, una centrifuga elettrica, una bilancia elettrica, dei frullatori perfettamente funzionanti, ed anche uno stampino in metallo, che per gli inquirenti sarebbe “materiale palesemente utilizzato per la lavorazione, occultamento ed il confezionamento della marijuana”.

“Inoltre, all’interno della camera da letto, dentro il comodino, si rinveniva una custodia rigida per occhiali con occultati 27 proiettili calibro 7,65, detenuti illegalmente. Inoltre, nella camera da letto, si rinvenivano anche numerose stampe di istruzioni per la produzione, coltivazione e lavorazione della marijuana”.

Su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Enna Francesco Lo Gerfo, che coordina le indagini, Alessandro Canale è stato tradotto nella  casa circondariale di Enna.

Il sequestro dell’ingente piantagione di marijuana, con piante già in avanzato stato di coltivazione, si piazza fra i più considerevoli di tutti tempi nella provincia di Enna e vede la messa a dimora di oltre 180 piante, per un peso complessivo stimato di circa 400 Kg, oltre a 122 Kg di prodotto già essiccato/in lavorazione, ritrovato nei caseggiati della azienda agricola.
Il valore dello stupefacente rinvenuto, secondo le stime del mercato illecito, se fosse distribuito al dettaglio, sarebbe di oltre 700.000,00 Euro per la sola piantagione (considerato il processo di essiccazione e lavorazione), e 900.000,00 Euro per la sostanza già essiccata in lavorazione (considerando un prezzo medio, sempre al dettaglio, di circa 8 Euro al grammo).


La Redazione
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