Animali. Oggi il “Gatto nero day” contro le superstizioni legate a questi felini

Oggi giornata dedicata ai gatti neri, splendidi felini vittime da secoli di persecuzioni e superstizioni. Non a caso, per superare le credenze su malocchi e sfortune, è stato scelto il 17 novembre per celebrare la “Giornata mondiale del gatto nero”, un’iniziativa nata proprio per superare e combattere le tante credenze negative legate ai mici dal mantello colore della notte.

Le leggende su questi animali risalgono al Medioevo quando, con l’istituzione dell’Inquisizione iniziò la persecuzione di quanti non professavano il culto cattolico. Anni bui, nei quali vennero messe al rogo molte donne innocenti e quanti venivano anche semplicemente sospettati di avere legami con loro.

Perfino molte levatrici che utilizzavano erbe medicinali per emorragie ed infezioni post partum finivano al rogo perchè, secondo l’Inquisizione  usavano “rimedi misteriosi” legati ad antichi riti pagani. Molte persone che conoscevano le erbe, che le raccoglievano e le preparavano per farne medicamenti, tenevano i gatti per evitare che i topi, che all’epoca infestavano le case, contaminassero le erbe medicinali. Le bestiole, soprattutto quelle nere, in caso di arresto dei proprietari venivano uccise senza pietà.

I gatti neri vennero indicati come “il tramite” tra Satana e le streghe ed il mezzo per compiere malefici, ma forse non tutti sanno che per ordine del clero i gatti neri dovevano essere bruciati vivi.

Secoli bui, ignoranza, persecuzioni che portarono a morti atroci di tante persone ma anche di tantissimi gatti neri. All’epoca bastava che morisse una gallina e che il proprietario facesse il nome di una donna che il giorno prima “aveva guardato la gallina”, per finire sul rogo.

Le credenze sono dure a morire, anche nell’epoca di Internet, e il retaggio delle persecuzioni messe in atto dalla chiesa cattolica per eliminare “la concorrenza” di altri culti o religioni, continua a sopravvivere e a determinare la credenza che il gatti neri portino sfortuna. Per questo motivo l’Aidaa, “Associazione italiana difesa animali e ambiente” ha istituito anche in Italia la giornata dei gatti neri, che si celebra in tutto il mondo, con la scelta della data che non è casuale: il mese di novembre è quello più triste dell’anno perché inizia con la commemorazione dei santi e dei morti e poi il numero 17 è legato alla sfortuna e in molti pensano che anche il gatto nero sia portatore di sfortuna. Si calcola che in Italia i gatti neri sono circa il 10% del totale della popolazione felina e ogni anno molti vengono uccisi per superstizione, per sacrificarli in riti scaramantici o per usare il pelo in accessori e abbigliamento. Il logo per il “Black cat day” è uguale in tutto il mondo.

I programmi e le iniziative variano di anno in anno: per il 2016 si è deciso di essere più sobri, in rispetto delle popolazioni italiane recentemente colpite dal terremoto, e tra queste il “tam tam” su siti Internet ma anche quotidiani, con la pubblicazione delle foto inviate dai lettori, orgogliosi dei loro gatti neri.

La giornata serve anche a promuovere l’istituzione degli Albi e dei gattili nei Comuni, per facilitare le adozioni, ma ci sono città, come Nicosia, che non hanno attivato almeno piccoli rifugi per i cani abbandonati e non ottemperano all’obbligo di attivare l’ambulatorio veterinario.

E per sfatare definitivamente superstizioni e paure legate al gatto nero, sappiate che il prossimo anno 2017, la festa del gatto nero cadrà di venerdì 17 novembre.


La Redazione
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