AIDONE. Macellazione clandestina, denunciati due uomini

Stavano macellando in casa, ma senza avere l’autorizzazione. L’attività di macellazione clandestina, di un bovino, è stata fermata, il 18 maggio 2016, dall’intervento degli agenti del Nucleo operativo provinciale del Corpo forestale della Regione Sicilia, in collaborazione con il personale veterinario dell’Asp di Enna. Denunciato un macellaio ed un allevatore e gli sono state contestate violazioni di carattere amministrativo per diverse migliaia di euro.

Il Nop del Corpo Forestale, nel corso di una più ampia attività di controllo a tutela della sicurezza ambientale ed agro-alimentare, disposta di recente da Salvatore Bonsangue, capo dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste di Enna, ha effettuato controlli presso l’abitazione di T.G., un uomo di anni 53, titolare di un noto esercizio commerciale per la vendita di carni macellate, e presso un’azienda a vocazione zootecnica di un parente, C.V. di anni 46.

Durante l’attività ispettiva, condotta con il personale del Servizio di prevenzione e igiene dell’Asp di Enna, sono stati ispezionati, gli ambienti della casa, dove è stata rinvenuta, all’interno di una cella frigorifera, la carcassa di un bovino adulto sezionata in quattro parti.

A fare insospettire gli investigatori è stato il mancato riscontro, sui quarti dell’animale, della timbratura sanitaria e l’assenza di documentazione che attestasse la tracciabilità dell’animale. Questa circostanza ha portato ad effettuare ulteriori indagini, dalle quali è emerso che il bovino abbattuto proveniva dall’allevamento dell’azienda di C.V.

Pare che l’animale, a seguito di un parto complicato, circostanza che è ancora al vaglio degli investigatori, era stato abbattuto e macellato in modo clandestino all’interno dell’azienda, per poi essere trasportato e riposto nella cella frigorifera di T.G., probabilmente per essere selezionato e destinato al consumo umano.

“L’animale e la struttura, costituita da una cella frigorifera di m. 2,50 x 1,50, sono stati posti sotto sequestro preventivo, per assicurare – spiegano dal Nop – le fonti di prova all’autorità giudiziaria ed evitare anche che le carni venissero successivamente commercializzate nell’attività commerciale di cui uno degli indagati risulta essere titolare. Sul bovino già suddiviso in quattro pezzi, sono stati posti dei sigilli, per cui nei giorni a seguire, secondo qunto disposto dal sostituto procuratore Giovanni Romano, titolare delle indagini, saranno effettuati dei prelievi per poi essere sottoposti ad analisi di laboratorio, allo scopo di scongiurare possibili diffusione di patologie tipiche della razza”.

“L’attività di controllo – rassicura il comandante del Nop, commissario superiore Gianpiero Oberdan  – direzionata anche nei confronti dell’esercizio commerciale e dell’azienda zootecnica di provenienza del bovino, non ha restituito elementi tali da far emergere preoccupazione di carattere sanitario per la salute dei consumatori. Infatti le carni presenti all’interno della macelleria sono risultate tutte in regola con i controlli sanitari imposti dalla filiera normativa di riferimento ed inoltre l’azienda di provenienza del bovino era stata da poco, sottoposta ai controlli veterinari, senza che in essa si siano riscontrate malattie di nessun genere. Il titolare risulta infatti di cerificazione sanitaria di azienda ufficialmente indenne”.


La Redazione
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