AGIRA: Domenica presentazione del libro “Mafia è Stato” di Paolo Di Marco

Agira – Sarà presentato domenica prossima, giorno 11 dicembre, alle ore 17,00 nei locali sociali del Circolo Argyrium il libro del giornalista Paolo Di Marco “Mafia è Stato”.

La tavola rotonda si apre con i saluti di Orazio Mauceri presidente Circolo sociale Argyirium e del professore Mario Messina fondatore della biblioteca autori ennesi “Hennaion”.

Al dibattito, moderato da Luigi Manno, partecipano l’ autore, Maria Greco sindaco di Agira, parlamentare componente Commissione Giustizia alla Camera e Fabio Venezia sindaco Troina. “Mafia è Stato” è un lavoro del giornalista Paolo Di Marco, per la Euno Edizioni.

L’autore scrive di mafia, malaffare e politica e punta l’obiettivo, tornando ai primi anni del ‘900, con un’intervista del giovane giornalista palermitano, Marco Casazza, all’onorevole Napoleone Colajanni. Tema: il primo delitto eccellente di mafia, l’uccisione nel febbraio del 1893 dell’ex sindaco di Palermo ed ex direttore generale del Banco di Sicilia Emanuele Notarbartolo.

Per seguire quel fatto di cronaca il giovane giornalista palermitano, Marco Casazza, viene inviato dal suo direttore a Enna, allora Castrogiovanni, per intervistare l’onorevole Napoleone Colajanni.

Si tratta solo dell’inizio perché Colajanni oltre a fare il punto sul delitto e le implicazioni note, che la cronaca tante volte ha raccontato, propone l’analisi storica, la sua, sui motivi che hanno determinato il fenomeno malavitoso.

Colajanni non fa sconti a nessuno, non li fa ai colleghi politici quando individua nella corruzione, nel clientelismo e nella sopraffazione dei potenti i difetti veri dell’amministrazione dell’Isola. Non teme di denunciare che il malgoverno ha origine a Roma, nei palazzi più prestigiosi. La sua, che Di Marco tratteggia con il suo consueto stile da cronista, è una denuncia supportata da dati, avvenimenti, atti parlamentari.

Per Colajanni la mafia si può battere ma a volerlo, e questo è il punto tanto doloroso quanto attuale, deve essere lo Stato. Lo Stato a cui Colajanni pensa è quello unitario così come lui lo ha ipotizzato nei lunghi anni di battaglie condotte a fianco di Mazzini e Garibaldi.

Colajanni afferma, e dargli ragione non è difficile, che il sud d’Italia è stato annesso e non unito al nord. Il suo grido di denuncia Colajanni lo ha espresso più volte: in parlamento, sulla stampa e per le strade.

E il suo grido Colajanni, grazie al libro di Paolo Di Marco, continua a lanciarlo. Continua a dirci, e sull’attualità di queste considerazioni non c’è possibilità di smentita, che la Sicilia e il Mezzogiorno sono stati relegati dallo Stato nella miseria e nel sottosviluppo. Due condizioni necessarie affinché la malavita organizzata, la mafia, è potuta nascere e si è potuta sviluppare.


La Redazione
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