20 NOVEMBRE 1626 – 20 NOVEMBRE 2020

Quanto sono strane le date, per un gioco matematico, lo stesso 20 Novembre in cui Nicosia era afflitta dalla peste, dopo quasi 400 anni Nicosia il 20 Novembre è afflitta dalla moderna peste del Covid19. Sempre Venerdì e sempre anelando la salvezza da questo morbo che tante vittime sta mietendo. A Nicosia, ogni terzo venerdì di Novembre, si festeggia la giornata del Ringraziamento. Una festa solenne e importantissima per il territorio nicosiano. Una festa particolare. Una festa religiosa. Una festa che proprio perché particolare e religiosa rappresenta un viaggio nella peculiare storia e spiritualità di Nicosia. La festa del Ringraziamento è la commemorazione del miracolo che, nel 1626, venne fatto, durante la processione del Padre della Misericordia (Crocifisso custodito oggi nella locale Basilica di Santa Maria Maggiore) e che liberò Nicosia dalla peste. Questa commistione tra fede e storia rendono questa festa un unicum del territorio ed è un evento a cui almeno una volta nella vita ognuno di noi dovrebbe assistere. L’emozione che viene trasmessa da tutti i fedeli nicosiani riuniti lì non tanto per chiedere quanto per ringraziare è immensa. E dentro sé, questa festa nasconde un altissimo valore teologico. “Chiedete e vi sarà dato”. Nicosia ha chiesto con fede, in quei terribili giorni del 1626 la rinascita dalla morte portata dalla peste nera che aveva decimato la popolazione. Ha chiesto e si è affidata con fede al messaggio che Dio ha mandato a una vergine di un monastero in cui diceva che la liberazione dalla piaga sarebbe avvenuta solo se si fosse portato in processione il Crocifisso del Padre della Misericordia. Ora comprenderete bene la fede grande che ha avuto il popolo dinnanzi a questa visione. Ben infatti sappiamo, anche dalle letture de “I Promessi Sposi”, di come la peste sia facilmente contagiosa tramite le vie aeree. Fare quindi una processione piena di persone e nei luoghi del locale lazzaretto avrebbe comportato la distruzione totale di Nicosia. Ma il popolo, con clero e Senato dell’epoca in testa, ha ascoltato e ha obbedito. E il miracolo si compì. La tradizione narra che nel momento in cui la processione con il Crocifisso arrivò nel lazzaretto, si scatenò una pioggia che eliminò la siccità che nei mesi precedenti aveva sconvolto il territorio (e la siccità è terreno fertile per la peste). Non solo: i malati iniziarono a guarire. E si racconta inoltre, in alcune versioni, che il Cristo del Crocifisso mosse un braccio per benedire i fedeli presenti. Tante sono le versioni del miracolo, ma sta di fatto che la peste a Nicosia, da quel momento in poi fu sconfitta. E il popolo, in ricordo, ogni terzo venerdì di Novembre effettua questa processione per rinnovare la gratitudine che fino ad oggi permane verso questo miracolo. E sono già passati 394anni! Questa festa, questa commemorazione, oggi più attuale che mai, ci mostra e ricorda la nostra natura umana mortale. Non siamo macchine o automi. Non siamo numeri produttivi per come la società odierna ci vuole. Siamo uomini. Siamo uomini peccatori e pieni d’amore. Siamo uomini a immagine e somiglianza di Dio Creatore. Il passo del vangelo “Diventate Misericordiosi come il Padre” con quel “diventate” sta ad indicare un percorso continuo di perfezionamento di noi stessi e dell’amore che possiamo dare verso il prossimo. Misericordia, d’altronde, dal latino indica proprio di andare verso il prossimo con il proprio cuore. Di amare. Di amare in una forma più alta. Misericordia, infatti, in ebraico è resa con la parola rachamim, un termine che indica le viscere materne. È quindi un amore materno! Riecheggia quindi, parlando di Dio Misericordioso, quella frase di Giovanni Paolo I quando parlava di Dio Padre ma ancor di più Madre! Lì è insito il vero tipo di amore misericordioso che dobbiamo avere verso il prossimo. Lì è insito l’amore misericordioso che 394 anni fa Dio ha avuto per il popolo nicosiano. E siam certi che anche oggi il Padre da lassù ci guarda con sguardo benevolo. Sta a noi saper apprezzare e accogliere quello sguardo oggi più che mai. Perché lì è insita la via per diventare, giorno dopo giorno, misericordiosi come il Padre!

Alain Calò


La Redazione
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