TROINA. Comunità S. Maria degli Angeli: gli operatori e i volontari chiariscono i fatti.

Riceviamo e pubblichiamo:

Gli operatori e volontari della Comunità S. Maria degli Angeli di Troina, con la presente nota, esprimono la propria indignazione e il disappunto per le falsità apparse su Stampa e Televisione. Nel contempo, vogliono rasserenare e manifestare la profonda e immensa gratitudine a quanti, e sono tantissimi, non hanno creduto alle tante infamità riportate e hanno dimostrato solidarietà, stima e affetto nei confronti della Comunità e dei suoi operatori.

Inoltre vogliono doverosamente chiarire e informare circa i fatti:

Per prima cosa, la Procura di Enna, nel decreto di convalida del sequestro probatorio, notificato in data 12.05.2018 ha ritenuto ammissibili solo i seguenti “capi di imputazione provvisori”:

1. Macellazione clandestina animali. La Procura fa riferimento al D.L.vo 193/07 art. 6 (come se la nostra Comunità fosse uno stabilimento industriale “di produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti consentiti”).
Per la nostra Comunità non dovrebbe essere applicata questa normativa, bensì quella che consente “la macellazione di suini per uso domestico fatta in casa”.

2. Somministrazione dei farmaci scaduti. La Procura fa riferimento all’ex art. 443 cp
”Il commercio e la somministrazione di farmaci guasti o imperfetti”.

La sentenza della Cassazione n. 45595/2003 recita: “Non integra il reato di cui all’articolo 443 c.p. la sola ubicazione di medicinali scaduti presso un esercizio del commercio all’ingrosso di medicinali, in locali non aperti al pubblico e non destinati funzionalmente alla vendita, per il solo fatto che non era stata effettuata la separazione dei prodotti validi da quelli scaduti”.

(armadietto farmaci da revisionare)

Ai militari abbiamo presentato l’ubicazione sia dell’armadio dei farmaci scaduti per i quali non era stata effettuata la separazione, sia l‘ubicazione dei farmaci e i contenitori dei prodotti validi.
Nel nostro caso si può ammettere che non fosse stata effettuata la “sola” separazione dei prodotti validi da quelli scaduti, ma la somministrazione avveniva con prodotti validi ubicati in una diversa postazione.
I militari non hanno assistito a nessuna somministrazione di farmaci scaduti e quindi, è assolutamente falsa e priva di ogni fondamento la notizia che al momento del blitz, avvenuto alle ore 10:15, stavamo distribuendo i suddetti farmaci scaduti: non è l’ora della somministrazione della terapia!
Infatti la terapia è stata effettuata alle 13:00 ancora in presenza dei Nas.

(farmaci terapia quotidiana)

Il decreto della Procura non imputa, seppure in maniera provvisoria, altre violazioni.

Il che significa, che le altre notizie riportate sono false e non corrisponde a verità il “sequestro di 40 chilogrammi di alimenti in cattivo stato di conservazione”.
Non corrisponde inoltre a verità, la notizia che sono state “elevate contravvenzioni per violazione in materia di igiene alimentare”.

Relativamente alla ricettazione, la Procura non ne ha tenuto alcun conto.

Inoltre Precisiamo per la vicenda del “suino di ignota provenienza”, per cui i militari avevano sporto denuncia per ricettazione, questi, conoscevano benissimo la provenienza, poiché avevano constatato la presenza di una porcilaia ubicata nel terreno annesso alla Comunità.
Il Veterinario stesso, preposto ai controlli, imbarazzato per quello che stava verificando a sua volta ha esclamato: “Mi sento a disagio… fare questo in una Comunità che fa beneficenza… la salsiccia a vista è buona di colore!”
I “resti animali” rinvenuti nella cella frigorifera, erano quelli del suino macellato.
Le celle sono allocate nei seminterrati dell’antico convento, la cui parete gronda acqua limpida.
La mortadella che appare sul video, che sembrerebbe avariata, era stata prelevata il giorno prima alla fondazione mercato alimentare. Se fosse stata guasta sarebbe dovuta essere sequestrata, invece è stata riposta al suo posto.
Per quanto riguarda la foto che ritrae una verza apparentemente avariata, vogliamo informarvi e notiziarvi sulla provenienza e sulla sua condizione: ogni venerdì alle ore 07,00 il Responsabile del Centro, con alcuni volontari, si reca al Mercato Agroalimentare (MAAS) di Bicocca per “questuare” frutta e verdura per la Comunità nei vari box del grandissimo mercato. Sono molte centinaia le cassette di frutta e verdura che riceviamo, ovviamente da selezionare, con cui provvediamo al fabbisogno della Comunità (che, vogliamo ricordare, accoglie e ospita residenzialmente e gratuitamente persone sole e/o abbandonate, portatrici di grave disagio psicosociale, offrendo loro vitto alloggio, farmaci e quant’altro necessario al loro benessere, e delle moltissime famiglie bisognose del territorio troinese che ogni sabato e domenica aspettano la distribuzione di alimenti di prima necessità).
Questa frutta e verdura è talmente abbondante che la condividiamo anche con altre strutture benefiche. La rimanente, moltissima, la ricicliamo utilizzandola per l’allevamento degli animali che si trovano nell’orto della Comunità.

Riguardo al personale “senza prescrizioni e qualifiche”, vi informiamo che esso rientra nella categoria Colf.
L’INPS infatti riconosce che rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale, come appunto è la nostra Comunità.
Tuttavia alcuni operatori sono in possesso di attestato Osa o Oss.

In tutto questo dove sta la grande colpa e dove sta il grave reato da farlo conoscere al mondo intero?
Di cosa stiamo parlando? Del nulla o quasi!
Siamo manchevoli, e certamente provvederemo quanto prima alla richiesta e conseguente assegnazione del codice aziendale nonché ai segni di identificazione degli animali.
Ma tanto rumore per così poco? Chi proverà vergogna per tutta questa infamia, e riparerà al danno recato?
Vogliamo concludere con un aneddoto.
Dopo qualche giorno dall’accaduto, un militare, che aveva diretto tutta l’operazione, invitò il Responsabile della Comunità in caserma per chiedere come mai avessimo allontanato dalla comunità una persona: “ Per molti motivi, ma anche perché abbiamo fondati sospetti che possa essere la talpa all’origine del blitz”. Mai avevamo visto tanto interessamento da parte dei militari verso una persona che volevamo allontanare. Dopo alcuni minuti lo stesso militare richiama telefonicamente il Responsabile, chiedendo se potevamo riammettere la tale persona in Comunità, in attesa di trovare alloggio in altra parte. Quale poteva essere la risposta? La nostra fu: “Lo accogliamo in attesa di altro alloggio!”

(un momento di aggregazione della comunità)

Una menzione particolare meritano i Nas, i NIL e i Medici Veterinari dell’ASP di Enna a cui va il nostro
grazie di cuore per il loro comportamento all’altezza di “Signori Tutori dell’Ordine e dell’Igiene”.

Con profonda e rinnovata gratitudine verso tutti.

Gli operatori e volontari della Comunità S. Maria degli Angeli.


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