PIAZZA ARMERINA. “Operazione Fight Club”. Arrestati dalla Polizia di Stato 3 giovani per aggressione e rapina ad extracomunitario

COMUNICATO STAMPA

All’alba di stamane, la Polizia di Stato e, in particolare, il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, in collaborazione con la Squadra Mobile di Enna, a conclusione di articolata attività investigativa, coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, nelle persone del Sig. Procuratore, dott. Massimo Palmeri, e del Sost. Proc. dott. Orazio Longo, ha proceduto ad arrestare, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, tre giovani, indagati, a vario titolo, per rapina aggravata e lesioni aggravate perpetrate ai danni di un giovane gambiano nonché, uno di essi, anche per aver minacciato un altro extracomunitario al fine di farsi consegnare dello stupefacente, il tutto registratosi all’interno della Villa Comunale di Piazza Armerina lo scorso 15 Settembre, giorno della visita del Papa in quella città.

I fatti.
Nella serata del 15 Settembre 2018, si presentava presso il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina un giovane di nazionalità gambiana per denunciare che, poco prima, era stato aggredito e rapinato, all’interno della locale Villa Garibaldi, da parte di tre giovani di nazionalità italiana che, dopo averlo riempito di calci e pugni, procurandogli la perdita di due denti dell’arcata superiore, si impossessavano del suo telefonino cellulare e del suo cappellino di colore nero, recante una vistosa scritta.
I Poliziotti, viste le evidenti precarie condizioni psico-fisiche del giovane, allertavano (tramite il 118) i soccorsi sanitari i quali, dopo le prime cure, conducevano il ferito presso il locale nosocomio per l’assistenza del caso.
Venivano quindi avviate, nell’immediatezza, le attività di indagine.
La profonda conoscenza del territorio da parte degli operatori della Squadra di P.G. del Commissariato, supportata dalla collaborazione dei colleghi della Squadra Mobile erea, consentiva di addivenire quasi nell’immediato all’individuazione del primo componente del branco: infatti, grazie alla descrizione fornita dalla vittima, ad una attenta ed immediata attività di individuazione fotografica ed altri atti di accertamento, gli investigatori risalivano immediatamente al noto TAGLIARINO Ambrogio, assiduo frequentatore della Villa (così come emerso in altre indagini in materia di contrasto allo spaccio di stupefacenti, tra cui la recente Operazione Marijuana Park), nonché noto da tempo per la sua indole violenta.
Questo importante spunto investigativo, poi, trovava ulteriore riscontro in un’altra denuncia proveniente da un connazionale della persona aggredita, che quella stessa sera, poco prima del brutale pestaggio ai danni di quest’ultima, era stato a sua volta minacciato all’interno della Villa Garibaldi da tale Ambrogio il quale, con tono minaccioso, assumendo la posizione di boxeur e minacciando di prenderlo a pugni, gli aveva intimato di consegnargli la marijuana in suo possesso, per poi, però, desistere e allontanarsi dopo che il giovane gambiano, affermando di non avere droga con sé, aveva assunto la corrispondente posizione di difesa, alzando le braccia per difendersi (verosimilmente il TAGLIARINO era rimasto spiazzato dalla reazione poco accondiscendente del giovane gambiano, dotato, tra l’altro, di una certa prestanza fisica).
A questo punto, appariva altamente probabile che i due eventi potessero essere collegati tra loro, avuto riguardo alla corrispondenza di almeno uno degli autori, e cioè il menzionato Ambrogio.
Tale primo tassello investigativo induceva i poliziotti a ricercare i complici del brutale pestaggio tra le abituali amicizie del TAGLIARINO Ambrogio. Decisiva, in tal senso, l’individuazione, da parte degli Investigatori, di soggetti che avevano assistito sia alla prima minaccia da parte di TAGLIARINO, che alla successiva e brutale aggressione da parte del branco.
Grazie, quindi, alla pronta e dettagliata opera di acquisizione di informazioni testimoniali, all’attività di analisi e sviluppo delle informazioni reperite anche sulla nota piattaforma social di “Facebook”, a precise individuazioni fotografiche e ad altri accertamenti, nonché all’analisi dei dati dei tabulati di traffico telefonico dei protagonisti della vicenda, gli Investigatori riuscivano ad individuare in Salvatore CALI ed Emanuele BARRILE gli altri due componenti del gruppo resosi autore della selvaggia aggressione.
Le indagini portate avanti dal Commissariato di P.S. di Piazza Armerina e della Squadra Mobile di Enna, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, hanno fatto emergere come l’episodio fosse da ricondurre a contrasti insorti nell’ambito di un tentativo di controllo della piazza di spaccio.
Comè noto, infatti, il parco comunale Villa Garibaldi del centro armerino è stato spesso luogo di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana ed hashish, come tra l’altro confermato dalla recente Operazione di Polizia «Marjuana Park», svolta proprio dalla Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di P.S. Piazza Armerina, che ha consentito di debellare una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere all’interno della suddetta villa comunale, portando ad indagare 23 soggetti, italiani ed extracomunitari, di cui diversi all’epoca sottoposti a misure cautelari custodiali.

Il P.M. titolare delle indagini, valutati gli esiti dell’attività investigativa, avanzava richiesta di ordinanza applicativa di misure cautelari al G.I.P. presso il Tribunale di Enna, che, in accoglimento della stessa, disponeva la misura coercitiva degli arresti domiciliari a carico dei seguenti soggetti:
TAGLIARINO Ambrogio, nato a Piazza Armerina, classe 1997;


CALÌ Salvatore, nato a Piazza Armerina, classe 1990;


BARRILE Emanuele,nato a Piazza Armerina, classe 1994.

Indagati:

TUTTI

in ordine al delitto p. e p. dagli artt. 110, 628, commi 1 e 3 nr. 1) c.p., perché, in concorso fra loro e per procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona, si impossessavano del telefono cellulare e di un capellino, sottraendoli alla persona offesa.
Con l’aggravante di aver agito in più persone riunite.
Con la recidiva specifica per TAGLIARINO.
Con la recidiva per BARRILE.

in ordine al delitto p. e p. dagli artt. 61 n. 2), 81 cpv., 582, 583 n. 2) e 585 comma 1 -in relazione allart. 576, comma 1 n. 1), e al 61 n. 2)- c.p., perché, in concorso fra loro e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, afferrandola per il collo e facendola cadere per terra, nonché sferrandogli calci e pugni, cagionavano alla persona offesa lesioni personali consistenti in policontusione con avulsione dentaria”, con prognosi di giorni 10 s.c.
Con le aggravanti di aver provocato l’indebolimento permanente di un organo (dentatura) e di aver agito al fine di commettere il reato di cui al capo A).
Con la recidiva specifica per TAGLIARINO.
Con la recidiva per BARRILE.

TAGLIARINO Ambrogio
in ordine al delitto p. e p. dagli artt. 56 e 610, comma 1, c.p., perché compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere, con minaccia di prenderla a pugni, la persona offesa (una seconda vittima, anchessa extracomunitaria, n.d.r.) a consegnargli la sostanza stupefacente in suo possesso.
Con la recidiva specifica.

Fatti commessi in Piazza Armerina (EN) il 15/09/2018.

All’alba del 23 Novembre si dava corso allesecuzione delle misure cautelari a carico dei tre soggetti, che venivano rintracciati ed arrestati dalla Polizia di Stato e, in particolare, dagli uomini del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina e della Squadra Mobile di Enna, con la collaborazione della Polizia Scientifica e delle altre articolazioni della Questura di Enna.

Gli arrestati, dopo gli adempimenti di rito, venivano collocati agli arresti domiciliari, come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna che ha coordinato brillantemente le indagini, nella persona del Sig. Procuratore, dott. Massimo Palmeri, e del Sost. Proc. dott. Orazio Longo.


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